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lunedì 22 settembre 2014

MARMELLATA DI AGRUMI E PESCHE



Questa ricetta mi è stata "regalata" da un'amica dalle manine d'oro. Ricamatrice provetta, crea dei piccoli capolavori da regalare ai famigliari e agli amici ,aprire il suo baule riserba sempre delle grandissime emozioni ... è come sbirciare in uno scrigno di preziosi. Mimmi , così la chiamano tutti, oltre ad essere una ricamatrice d'altri tempi è anche una cuoco sopraffina e così chiaccherando un giorno mi ha fatto assaggiare questa marmellata! Che dire? Per un'amante degli agrumi come me è una vera delizia. La ricetta non è sua , a sua volta l'ha ricevuta in dono da un'amica (Perchè è così che fanno i veri chef...fanno dono dei loro segreti senza "gelosie" alcune ...) e sembra abbia le sue origini nei paesi dell'est. 
Ma bando alle "ciance" e via con la ricetta 

MARMELLATA DI AGRUMI E PESCHE

1 kg pesche gialle private della buccia
5/6 pesche bianche con buccia (accuratamente lavate nel bicarbonato se non trovate pesche non trattate)
alcune albicocche ( in totale devono essere 2 kg di frutta)
1 arancia biologica tagliata a  fettine sottili
1 limone biologica tagliata a fettine sottili
800 g di zucchero
200 g di acqua

Macerare la frutta con lo zucchero e l'acqua  per tre ore circa.
Scolarla  e cuocere solamente il liquido per tre quarti d'ora, effettuando la prova piattino dopo i primi 30 minuti. Togliere dal fuoco quando avrà raggiunto la giusta consistenza.
Per fare una prova piattino corretta  vi consiglio di metterlo nel congelatore, in modo che la goccia di marmellata si raffredderà immediatamente appena entrerà in contatto con la superficie ghiacciata dandovi la consistenza della marmellata già raffreddata.
A questo punto aggiungere la frutta e spegnere.
Lasciare maturare la marmellata per altre tre ore.
Al termine riportare sulla fiamma e cuocere ancora per il tempo necessario (circa  30 minuti, ma regolatevi a occhio).
Invasare bollente, in vetri sterilizzati e capovolgere una volta chiuso il vasetto per creare il sottovuoto.
Far raffreddare su di una griglia ed in un luogo arieggiato , ponendo i vasetti lontani fra loro in modo che la temperatura si abbassi velocemente evitando così che la marmellata continui a cuocere




lunedì 16 giugno 2014

GOLOSOTTI ALLO YOGURT E ALBICOCCHE di Luca Montersino



Era un po' che non pubblicavo ricette di Luca, devo dire che ultimamente in casa mia si cucina molto poco...tutti assenti tutti impegnati...tutti a dieta pre esame...insalatone, insalate di riso, frutta a gogo...e quindi pochi dolci! Ma questi golosotti erano troppo invitanti e così complici delle bellissime albicocche eccoli pronti da servire come fresco dessert di fine pasto.

Ingredienti

Per la chantilly allo yogurt

250 g di yogurt intero
250 g di panna montata
30 g di gelatina in soluzione( io ho usato 5 g di colla di pesce in fogli ammollata in acqua fredda)

Per la gelèe di albicocche

250 g di purea di albicocche
65 g di zucchero semolato
40 g di gelatina in soluzione( sostituire con 7 gr di  colla di pesce)
30 g di destrosio ( si può sostituire con lo zucchero)
1 g di acido citrico liquido (oppure succo di limone)

Per la finitura

100 g di dacquoise al pistacchio
10 g di pistacchi
40 g di gelatina neutra ( serve per lucidare i pistacchi)
40 g di albicocche sciroppate

Procedimento:

Per la chantilly allo yogurt,scaldare 50 g di yogurt e sciogliervi dentro la gelatina in soluzione,unire il resto dello yogurt freddo e incorporare delicatamente la panna montata.

Nel Bimby:

Montare la panna a vel 3 per il tempo necessario e mettere da parte. Inserire metà yogurt e scaldare a 70°C per 2 min, aggiungere la colla ammollata e frullare a vel 4 poi inserire il restante yogurt e mescolare a vel 3 . Aggiungere la panna e azionare a vel 2. Rimettere tutto nel contenitore.Lavare il boccale.


Per la gelèe di albicocche,scaldare metà purea di frutta e unire lo zucchero e il destrosio,in fine la gelatina in soluzione.Miscelare bene insieme tutti gli ingredienti e aggiungere il resto della purea e l'acido citrico.

Nel Bimby:

Frullare le albicocche con due cubetti di ghiaccio e il succo di limone(per evitare che si scuriscano troppo) a vel 6/7 togliere metà della purea  e scaldare quella nel boccale 2 min 70 °C vel 3 , aggiungere lo zucchero e la colla frullare a 3/4 poi incorporare l'altra metà della pure e amalgamare a vel 3.
Disporre sul fondo dei bicchieri la dacquoise fatta a cubetti,quindi alternare chantilly allo yogurt e gelèe di albicocca x 2 volte. Mettere in congelatore ( io ho messo in frigorifero per tre ore) e far addensare la gelèe,quindi decorare con granella di pistacchio una fetta di albicocca sciroppata e lucidare con la gelatina neutra.

L'albicocca sciroppata io l'ho cosparsa di zucchero e l'ho fiammeggiata  con l'apposito attrezzo che si usa per la crema catalana...


Per la dacquoise al pistacchio 

400 g di albumi
250 g di zucchero semolato
200 di farina di mandorle
175 g di farina di pistacchio
275 g di zucchero semolato
100 g di farina di riso
40 g di pistacchio in granella

Per  la dacquoise al pistacchio: montate gli albumi con la prima dose di zucchero semolato, quindi unite la farina di mandorle miscelata con lo zucchero a velo e, per ultimo, la pasta di pistacchio. Trasferite il composto nel sac à poche. Formate sulla carta da forno dei cerchi spessi 2 cm.(Io ho usato le teglie rotonde della pizza con la carta forno )Spolverizzateli con la granella di pistacchio. Infornate a 180 °C per circa 10 min quindi sfornate e tenete da parte.

Nel Bimby:

Si riesce a fare la metà dose con la quale si fanno due dischi da 24 cm.Se non avete la granella di pistacchio preparatela inserendo i pistacchi interi nel boccale , pochi sec a vel 7.Per fare la farina mettere nel boccale  le mandorle, i pistacchi  portare a turbo per trenta secondi. Aggiungere lo zucchero e procedere di 20 sec per volta facendo attenzione che non esca olio dalla frutta secca. Un accorgimento molto utile è quello di mettere la frutta secca in congelatore anche il giorno prima in modo che non riesca a surriscaldarsi e lasciar fuoriuscire l'olio ( è un suggerimento dello stesso Montersino) Aggiungere la farina di riso, miscelare a vel 4 e mettere da parte.
Nel boccale pulito inserire la farfalla , gli albumi e lo zucchero. Azionare 1 min 50 °C vel 2.
Poi proseguire montando a vel 3 /4 per il tempo  necessario ( anche 10 min) se serve.
Terminato aggiungere le polveri e miscelare con la spatola. Oppure travasare il composto in una ciotola e miscelate con le polveri facendo attenzione a non smontare il composto.Formare i due dischi  o con la sac à poche o nelle teglie della pizza rotonde. Cospargere con la granella di pistacchio e infornare a 180 °C per 10 min o più .

La dacquoise é possibile farla con tutta la frutta secca, la quantità totale dovrà essere sempre 375 g per cui:
o 375 g di mandorle o 375 g di nocciole o 375 g di noci o 375g di cocco

Ovviamente al posto della granella di pistacchio si utilizzerà quella del frutto secco contenuto .

La dacquoise è una base che può sostituire il pan di Spagna in alcune preparazioni, si inzuppa molto bene per cui resta morbida . È adatta sopratutto come base per bavaresi , e si conserva tranquillamente in congelatore per un paio di mesi ben coperta con la pellicola o con la carta stagnola.Ed inoltre avendo la farina di riso ed essendo senza latticini è adatta a chi è intollerante a questi prodotti.



Ricette tratta da Tiramisù e Chantilly pag.256

giovedì 12 settembre 2013

PASTA FROLLA FINE di Luca Montersino


Oggi ho pensato di condividere con voi una ricetta che rientra a pieno titolo nelle basi di pasticceria: LA PASTA FROLLA.
Esistono tante ricette per fare la frolla io da tempo mi sono affidata a quella di Luca Montersino dopo averne provate diverse. Io la utilizzo sempre quando voglio fare una crostata, oppure  crostatine o tartellette.
Nel post di oggi oltre alla sua ricetta vi trascrivo anche alcuni consigli che il maestro da, sia durante i suoi corsi che nelle puntate di " Peccati di gola". 

Alcune informazioni che vi saranno utili, prima di procedere con la ricetta:

I tre ingredienti fondamentali per la frolla sono : grassi, zuccheri  e farine .
Per grassi si intendono: burro,strutto,olio, margarina non idrogenata.
Per zuccheri : zucchero semolato, zucchero a velo, zucchero di canna.
Per farine: farina 0, semola di grano duro, farro , kamut , farina integrale ecc.
La farina si consiglia sempre che sia debole (180 w ) perché la frolla deve essere croccante non elastica. Quindi farine forti come la Manitoba non sono indicate.
Alla ricetta sottostante possono seguire varie ricette miscelando gli ingredienti in modo diverso.Ovviamente a volte sono necessarie delle correzioni (vedi olio!) ma le possibilità sono infinite.
La frolla non si fa solo con 600 g di burro o 400 g di zucchero su un chilo di farina ma è possibile cambiare la grammatura degli ingredienti in funzione di ciò che vogliamo ottenere dalla nostra pasta frolla. E' possibile bilanciare la frolla aumentando o diminuendo i grassi o gli zuccheri ,i grassi danno friabilità e ovviamente più li aumentiamo più la frolla sarà FRIABILE,  gli zuccheri la rendono croccante per cui aumentandoli la nostra frolla sarà più CROCCANTE.
Ad esempio per fare le crostatine da mettere nello zaino ai bambini, come merenda, serve una frolla più croccante (perché è più resistente e si sbriciola meno) quindi basterà portare lo zucchero a 500 g e diminuire il burro.Nel caso in cui si voglia una frolla morbida e friabile  si aumenteranno i grassi (Spiegazione liberamente tratta dal video sulla pasta frolla  di Luca Montersino)

FROLLA FINE di Luca Montersino


Ingredienti:

1kg. di farina 00 (farina debole sempre NO MANITOBA)
600g. di burro
400g. di zucchero a velo
160g. di tuorli
1\2 bacca di vaniglia bourbon (se di qualità deve essere morbida e cicciona)
la buccia di un limone
2g. di sale (il classico pizzico di sale)

Procedimento:

Su una spianatoia, mettere la farina a fontana dopo averla setacciata. Al centro mettere lo zucchero, le uovo , i condimenti (vaniglia e buccia di limone)  lavorarli insieme fino ad ottenere una pastella. A questo punto aggiungere il burro già plastico con le mani mescolarlo ai tuorli e zucchero, una volta miscelato il tutto cominciare ad incorporare anche la farina utilizzandola per staccare tutto l'impasto rimasto sulle mani. si deve finire il lavoro con mani pulite e ripiano pulito altrimenti se gli ingredienti rimarranno sparsi qua e la la frolla verrà sbilanciata.
In pasticceria le dosi precise fanno la differenza!!! 
Procedere sfregando tra le mani i due impasti (farina e massa bagnata)in modo da arrivare ad un composto tutto inumidito a questo punto si inizia ad impastare con il classico movimento schiacciando la pasta con le mani contro il tagliere.
Lavorare bene e velocemente fino ad ottenere un composto non troppo liscio e compatto perché andrà rilavorata dopo il riposo in frigorifero.
Luca Montersino consiglia di far riposare la frolla formando un panetto rettangolare e piatto in modo che l'impasto si raffreddi più uniformemente (nella classica forma a palla ci vorrebbe più tempo affinché il freddo raggiunga il cuore dell'impasto) suggerisce anche la possibilità di diminuire i tempi mettendolo una decina di minuti nel congelatore.
Mettere l'impasto tra due fogli di carta da forno e schiacciarla bene  mettere a riposare in frigorifero per almeno mezz'ora prima di utilizzarlo. In realtà più riposa e meglio è , almeno due ore sarebbero l'ideale.
Quando la tirerete fuori dal frigo risulterà piuttosto sbriciolosa, andrà reimpastata per qualche minuto per "snervare" l'impasto e poterla stendere agevolmente.



Procedimento nel Bimby:

Solitamente io non uso il burro morbido ma direttamente da frigorifero , battendolo qualche volta con il matterello per renderlo più plastico . Utilizzo un quarto di dose (250 g di farina quindi poi divido tutto per quattro). Per lo zucchero a velo potete usare quello vanigliato che avete fatto in casa in questo modo non sarà necessario aggiungere la bacca di vaniglia
http://www.ricette-bimby.com/2009/12/zucchero-vanigliato-bimby-come.html)
Se non avete zucchero a velo a disposizione potete prepararlo aggiungendo i semi di vaniglia e la scorza di limone 20 sec vel turbo e poi mettete da parte.
Per tutti gli altri consigli conviene leggere anche il procedimento tradizionale prima di farla con il Bimby.
La frolla può essere impastata in due modi, con il sistema classico o con il metodo sabbiato . I risultati ottenuti saranno diversi , con il metodo classico otterrete una frolla più compatta con quello sabbiato una frolla più friabile. Avio la scelta...io vi consiglio di provarla entrambi !

Metodo sabbiato:
Si deve impermeabilizzare la farina per cui Inserire nel boccale gli ingredienti in questo ordine: burro, farina, zucchero, uova e aromi procedere come da ricettario base 20 sec vel 5.

Metodo Tradizionale:
Inserire nel boccale lo zucchero, le uova gli aromi , il burro e lavorare 5 sec a vel 4 , aggiungere la farina e procedere come da ricettario base 20 sec vel 5.

Per la crostata di albicocche ( nelle foto):

1 dose di pasta frolla fine ( come da ricetta)
1 vasetto di confettura di albicocche 
8 albicocche fresche
2 biscotti secchi sbriciolati
Granella di pistacchio e pistacchi interi 
Gelatina per decorare


Procedimento:
Avvicendere il forno a 180/200 gradi ventilato.
Dopo aver fatto riposare la frolla per qualche ora nel frigorifero.
Rilavorarla velocemente e stenderla ad uno spessore di circa 1 cm per una tortiera di diametro 24 cm.
Tenere da parte un po' di pasta per le strisce.
Se non si utilizza la carta forno, imburrare la tortiera per facilitare la cottura della frolla.
Premere bene affinché non restino bolle d'aria e forare la base con una forchetta ( questa operazione serve per evitare che durante la cottura si gonfi.
Rifilare per bene il bordo affinché sia regolare , durante la cottura la pasta resterà tale e quale quindi con tutti i difetti che non avrete corretto prima di cuocere.
Cospargere il fondo con i biscotti secchi e stendere a filo la confettura di albicocche.
Preparare le strisce e creare una griglia, stendendo prima tutte quelle orizzontali, poi quelle verticali. 
Nei fori rimasti appoggiare le albicocche fresche , tagliate a mezzo e denocciolate, con la parte tonda verso l'alto.
Infornare per circa 30 min nella parte bassa del forno .
A metà cottura alzare al centro del forno e terminare finché la crostata sarà dorata.
Tempi e temperature sono legati al tipo di forno, per cui regolatevi come d'abitudine.
Nel frattempo preparare la decorazione: tagliare in 4 spicchi un' albicocca appoggiarle su un piatto e cospargerla di zucchero . Con il cannello apposito fiammeggiare fino a quando si caramella lo zucchero.
Se non avete il cannello potete utilizzare la funzione grill del forno, in questo caso appoggiatela su una teglia adattaalle alte temperature.
Passare nella gelatina da decoro la granella di pistacchio e i pistacchi interi per lucidarli.
Togliere la crostata dal forno e lasciare raffreddare.
Disporre su un piatto da torta e decorare al centro con gli spicchi di albicocca caramellati e i pistacchi .







giovedì 11 luglio 2013

CONFETTURA DI ALBICOCCHE: LE ETICHETTE


É così semplice a volte rendere prezioso il frutto di tanto lavoro, basta un' etichetta e magari un pezzetto di stoffa grazioso per completare un vasetto di confettura e renderlo così un'idea regalo "homemade " sempre gradita!
Per le etichette ho usato un programma che si chiama Publisher, ed é installato su quasi tutti i computer....non é difficile da usare , si perde un po' di tempo per impostare la prima etichetta , ma poi una volta fatta le altre si comporranno in automatico , semplicemente sostituendo la foto e il nome della confettura. Io le ho poi stampate su fogli adesivi ,ma nulla vieta di farlo su fogli di carta comuni e poi utilizzare la colla ( vi consiglio la coccoina!)  per attaccarli al vasetto. Ovviamente potete anche semplicemente scegliere di stampare solo i riquadri e scrivere a mano....insomma liberate la vostra fantasia e sbizzarritevi nel personalizzare i vostri vasetti di confettura o le vostre conserve!
A proposito di prezioso....l'immagine della mia etichetta non é un'immagine qualsiasi ma un disegno ad acquarello firmato da una carissima amica nonché bravissima artista di nome Mariachiara

martedì 9 luglio 2013

CONFETTURA E SUCCO DI ALBICOCCHE


Questa é la stagione giusta per pensare alla dispensa per l'inverno, la frutta appena raccolta é al massimo delle sue proprietà nutritive quindi oltre che a consumarla fresca conviene "imbottigliarla" per la stagione fredda, quando trovarla sui banchi della frutta diventerà un'impresa !
Oggi volevo condividere con voi due ricette semplicissime, che io faccio spesso, due ricette che sono di base perché così impostate si possono utilizzare anche per altri tipi di frutta. Ho scelto le albicocche ,visto che sono il frutto di questa stagione, ma nulla vieta di usare pesche, mele, fragole, lamponi , ciliegie, prugne ....insomma chi più ne ha più ne metta. La prima è la ricetta della confettura , la seconda quella del succo di frutta.

CURIOSITÀ

Quali sono le differenze tra le preparazioni a base di frutta e zucchero e perché hanno nomi diversi?

Marmellata, confettura, gelatina, composta

Il principio delle tre preparazioni è identico. Il risultato varia, però, leggermente.
Nella terminologia attuale con marmellata si intende una crema cotta di zucchero e agrumi a pezzetti (limone, arancia, mandarino, e più raramente di pompelmo, clementina, cedro e bergamotto).Le marmellate sono infatti esclusivamente quelle a base di agrumi – limone, arancia, pompelmo – in cui è possibile utilizzare il succo e anche le scorze della frutta. Per preparare le marmellate è necessaria una quantità di frutta minore e non c’è bisogno degli addensanti, perché gli agrumi sono ricchi di acidi organici e pectina che hanno un forte potere addensante naturale.
La confettura indica la stessa preparazione riferita agli altri tipi di frutta.Fanno eccezione le castagne, con le quali non è possibile preparare una confettura ma una crema di marroni perché é diverso il modo in cui vengono trattate.Si preparano con la polpa o con la purea di frutta. 
Per aumentare l’effetto addensante dello zucchero e smorzare la dolcezza della frutta, alle confetture di frutta si aggiunge sempre il succo di un limone, la cui pectina aiuta a raggiungere il risultato denso e cremoso della conserva.
La gelatina di frutta viene prodotta con zucchero e succo della frutta, senza polpa o buccia, ed è maggiormente usata in pasticceria per apricottare i dolci prima di glassarli. Compare anche come ingrediente di salse dolci.
La legge prevede che la percentuale di frutta non debba scendere, in ogni caso, sotto il 20%.
Marmellata, confettura o gelatina vengono definite extra se la quantità  di frutta è di almeno il 45% ( 450 g di frutta su un chilo di frutta) mentre quelle comuni solitamente ne hanno il 35% o 40%.
La composta di frutta si distingue dalla marmellata per il maggior contenuto di frutta e conseguentemente il minor quantitativo di zucchero aggiunto. La percentuale di frutta deve essere, per legge, superiore al 65%.

FONTI: 

PER APPROFONDIRE:


CONFETTURA DI ALBICOCCHE

Ingredienti:

1000/1200 g max di albicocche private dell' armellina e divise a metà 
300 g di zucchero *
1/2  mela a fettine
1/2  limone,il succo

* La quantità di zucchero é legata, oltre che alla maturazione del frutto ( più é maturo ...più é dolce...meno zucchero serve!) anche al tempo per cui si intende conservare la confettura. Se fate una confettura da conservare a lungo conviene aumentare la dose di zucchero anche fino a 500 g.

Procedimento:



Inserire tutti gli ingredienti tranne lo zucchero nel boccale

Cuocere 30 min 100°C vel 1 antiorario con il misurino inclinato ( potete anche toglierlo, nel qual caso appoggiare il cestello o un colino sopra il foro del coperchio per evitare che schizzi tutto attorno)

ATTENZIONE : controllare a metà cottura che non tracimi, eventualmente abbassare a 90°C
Se la confettura dovesse schiumare ancora proseguire per altri 5 min .

A questo punto aggiungere lo zucchero e mettere 20 min a Varoma vel 2\3 antiorario senza misurino ma con il cestello appoggiato sul coperchio per evitare gli schizzi.



Al termine eseguire la prova piattino : mettere un cucchiaino di confettura su di un piattino se inclinandolo resta compatto la confettura è pronta ; diversamente proseguire ancora a Varoma per altri 5/10 min.

Invasare in vetri sterilizzati *chiudere il coperchio e capovolgere il vasetto a testa in giù , coprire con uno strofinaccio e lasciare raffreddare .

Con questa dose vengono 3\4 vasetti da 300 gr circa e si conservano a temperatura ambiente per 6 mesi. Una volta aperta però la confettura va consumata in breve tempo e conservata in frigorifero.

Questa ricetta io la utilizzo per tutti i tipi di frutta...il tempo a Varoma può variare a seconda del contenuto di acqua della frutta utilizzata...fa fede sempre la prova piattino.



* Per la sterilizzazione dei vasetti io utilizzo il microonde. Inserisco nel forno tutti i vasetti , vuoti , insieme ad un bicchiere di acqua. Sterilizzo 15 min a massima potenza. Mi é capitato solo una volta che uno dei vetri si rompesse (ma non preoccupatevi, non scoppia, semplicemente si accascia!) probabilmente perché già scheggiato o difettoso. I tappi invece utilizzo sempre quelli nuovi!


SUCCO DI FRUTTA ALL'ALBICOCCA

Ingredienti:

400 g di albicocche private dell'armellina é tagliate a pezzi
800 g di acqua 
60 g di succo di limone
100 g di zucchero

Procedimento:

Versare nel boccale l'acqua e lo zucchero : 10 min 100° vel 2.

Aggiungere il succo di limone e le albicocche a tocchetti, frullare 1 min. da vel 2 a vel 10

Per chi non ha il Bimby:

Bollire l'acqua con lo zucchero e al termine immergere la frutta e il succo di limone.
Frullare con un minipimer a immersione, e versare in una bottiglia di vetro oppure in bottigliette piccole.

Consigli:

La quantità di acqua e zucchero può essere variata a seconda dei gusti.
Potete sostituire le albicocche  con le mele, le pere o le pesche.
I succhi di frutta freschi vanno consumati subito. 
Se chiudete la bottiglia con tappo a vite ( come i vasetti) e capovolgete vale il principio della marmellata si crea il sottovuoto e si conservano di più!
Per conservare i succhi per lungo tempo vi consiglio di sterilizzarli in acqua calda in bottiglie resistenti al calore e chiuse ermeticamente.


(Ricetta liberamente tratta dal libro "Io e il mio Bimby")
   

lunedì 8 luglio 2013

ALBICOCCHE & C

E' nelle mie intenzioni pubblicare , di tanto in tanto. dei post non propriamente di ricette, di argomenti vari giusto per non annoiarvi sempre con le stesse cose. Questo è il primo e tratta di un frutto per me buonissimo: l'albicocca.
Nel mio immaginario l'albicocca rappresenta l'arrivo dell'estate. Quando incomincio a trovarne in quantità sui banchi della frutta é immediata l'associazione che io faccio con l'inizio della stagione estiva. Per questo é un frutto che io amo tantissimo. Navigando nel web ho trovato parecchie notizie riguardanti le proprietà di questo frutto. Ricca di minerali, rigenera la struttura del sangue e rinforza il sistema nervoso, la pelle e l’intestino: l’albicocca è un vero elisir per questa stagione.

IL NOME


Il nome scientifico dell'albicocca "PRUNUS ARMENICA" deve invece la sua origine a Gaspar Bauhin, ed è riferito al territorio dell’Armenia. I Romani la chiamavano “ARMENICUM” cioè mela armena o anche "PRAECOX", cioè precoce perché maturava prima della pesca e sempre da questa radice è derivato il termine greco praikokion. Il nostro albicocca, così come l’abricot francese, l’apricot inglese e lo spagnolo albaricoque derivano invece dall’arabo al-barqūq ( susina). A sua volta il frutto ha dato il nome a una tonalità di arancione chiaro, a metà tra giallo e rosa. 

                                                 Acquarello di
                                                    Mariachiara Salvadori






LA PIANTA

La pianta dell'albicocco è originaria della Cina nordorientale, ai confini con la Russia, dove era già conosciuta nel 3.000 avanti Cristo. Alessandro Magno scoprì le albicocche in Armenia, ma furono gli Arabi a portarla nel bacino del Mediterraneo, sino a noi. L'albicocco è una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee ed alla specie Prunus Armeniaca. Allo stato selvatico, può superare i 10 metri di altezza, fiorisce in primavera ed i suoi frutti, a seconda della specie, maturano da giugno fino a fine luglio. Stati Uniti, Spagna, Italia, Francia e Grecia sono i maggiori stati produttori di albicocche a livello mondiale. 
  







LE VARIETA'

Le varietà di albicocca sono molte e, anche se i gusti sono simili, le dimensioni ed i colori variano a seconda della specie. Tutte le varietà di albicocco prediligono le zone più calde d'Italia, soffrono molto le gelate primaverili e tardive, soprattutto a causa della loro fioritura precoce che avviene tra marzo e maggio. La raccolta avviene da giugno a settembre e in Italia ne coltiviamo diverse varietà ma per lo più con limitata diffusione, a causa di una difficoltà di adattamento tipica di questa specie. Quelle che seguono sono le più pregiate e allo stesso tempo le più coltivate: In Liguria abbiamo quella di Valleggia che è presidio Slow food. La Reale d'Imola , una delle varietà più conosciute, la pianta è di buon vigore con abbondanti produzioni, i frutti hanno forma allungata e sono grossi con buccia gialla a sfumature rossastre, la polpa e giallo chiaro molto dolce e profumata. Matura ai primi di luglio. Sempre in Emilia é coltivata la Precoce di Cremonini. Poi ci sono : Baracca, Monaco, val Venosta, Boccuccia, Cafona e la Pesca di Nancy. Un grande successo ha riscosso ultimamente la percocca, un frutto ibrido, incrocio tra albicocca e pesca. 
  
PROPIETA'

Foto Jacob Sturm, Johann Georg Sturm - Deutschlands Flora in Abbildungen (1796). - This image is in the public domain because its copyright has expired.
                       
       Jacob Sturm, Johann Georg Sturm
Deutschlands Flora in Abbildungen (1796). 
Grazie all'alto contenuto di vitamine A e C in unione con l'abbondanza di potassio e di fibre alimentari, alla sua buona digeribilità, l'albicocca è senza dubbio un frutto con ottime proprietà dal punto di vista nutrizionale. Costituisce un alimento consigliato per chi soffre di anemia e spossatezza cronica poiché consente di reintegrare rapidamente i sali minerali persi nel corso della sudorazione; per tale motivo è particolarmente consigliato come cibo da far consumare alle persone convalescenti, ad anziani e bambini durante la stagione calda. Come tutta la frutta l'albicocca è composta in gran parte da acqua (85% circa) , ricca di beta carotene, provitamina fondamentale per la produzione della melanina, sostanza che protegge la pelle dai raggi solari e facilita l' abbronzatura. Il beta-carotene  è ormai considerato da molteplici ricerche scientifiche utile nella salute cardiovascolare e altrettanto utile nella prevenzione di numerose malattie collegate al cuore. Inoltre rinforza le ossa e i denti e potenzia le difese immunitarie contro le infezioni. Le albicocche grazie l'alta percentuale di potassio contenuta sono in grado di prevenire vari disturbi a livello nervoso e muscolare. Per il loro basso apporto calorico (28 kcal per 100 g), accompagnato tuttavia ad un evidente ad un sapore zuccherino, sono indicate nelle diete ipocaloriche. 


LO SAPEVATE CHE

 -Una leggenda racconta che in origine era solo una pianta ornamentale con bei fiori bianchi; quando l’Armenia venne invasa dai nemici fu ordinato di abbatter tutti gli alberi che non producevano frutto per ottenerne legname e questo sarebbe stato anche il destino dell’albicocco se una fanciulla non avesse pianto sotto la sua chioma per tutta la notte; al mattino sull’albero erano cresciuti dei frutti dorati: le albicocche appunto. In altre leggende viene anche indicata come il frutto proibito assaggiato da Adamo ed Eva al posto della mela. Un’altra notizia si ha dai trattati medici arabi: qui pare che venisse usata per curare il mal d’orecchi. Nella tradizione popolare inglese sognare l’albicocca porta fortuna, mentre altrove simboleggia la timidezza in amore; secondo un’altra versione se la si sogna secca preannuncia perdite e danni.

 - Un tempo le donne cinesi mangiavano albicocche per favorire la fertilità. L’intuito femminile ha preceduto ciò che la scienza avrebbe successivamente confermato: le albicocche sono ricche di minerali indispensabili per la produzione degli ormoni sessuali.

-Il sorbitolo invece conferisce all'albicocca leggere proprietà lassative

-Le albicocche secche e quelle cotte sono sconsigliate in caso di diabete.

-Secondo una ricerca condotta dal dott. Dean Burk del National Cancer Institute, pare che la vitamina B17 contenuta nell'armellina dell'albicocca reagisca con l'enzima glucosidase che è presente solo nelle cellule tumorali e sprigioni una sostanza che le annienta. Questo studio però é ANCORA IN FASE SPERIMENTALE E NON ESISTONO ANCORA STUDI CERTI CHE POSSANO CONFERMARE CIÒ . 

 L'ALBICOCCA IN CUCINA:

Le albicocche sono ottime come frutta da mangiare fresca. Nella scelta dei frutti, per assicurarsi che siano maturi al punto giusto, è consigliabile scegliere quelli dal colore piuttosto acceso, che può variare tra il giallo e l'arancio. Al tatto devono essere morbide ma non molli ( perché é solo nel momento in cui il frutto è alla giusta maturazione che le sue sostanze hanno la massima capacità nutritiva) è quindi indicato mangiarle quando sono ancora sode. La buccia deve essere intatta, liscia, velluta, non presentare macchie né puntini verdi o gialli, che significherebbero che sono ancora acerbe. La polpa deve essere morbida e, se schiacciata, deve cedere alla pressione ed essere piuttosto succosa. Le albicocche andrebbero tenute al fresco, e separate da altri alimenti, dato che possono facilmente assorbire gli odori, specie quelli di altra frutta. Per una conservazione ottimale si consiglia di riporle, una volta mature, per alcuni giorni in frigorifero in un sacchetto di plastica forato. Quando invece sono acerbe si devono tenere in un sacchetto di carta e lasciarle maturare a temperatura ambiente. Il loro gusto lievemente acidulo le rende adatte anche ad accostamenti salati come le salse di accompagnamento alle carni rosse. Il frutto viene consumato anche sciroppato, sotto spirito, essiccato e in confettura o composta per preparare ottime crostate, ; ottima anche sulle crostate di frutta mista insieme per esempio a pesche e banane. Come molti sapranno è proprio la confettura di albicocche a essere utilizzata per farcire la celebre torta Sacher, tipica della tradizione dolciaria viennese.

ALBICOCCHE SECCHE

Una delle caratteristiche delle albicocche secche è quella di mantenere intatti i sali minerali che si trovano normalmente nel frutto fresco e, cosa più importante, è l'alto contenuto di fibra alimentare, che, grazie alle sue proprietà è in grado di apportare benefici alle funzionalità dell'intestino e di ridurre il tasso di colesterolo e di zucchero presenti nel sangue. Un etto di albicocche secche ha un apporto di circa 200 calorie. 
ATTENZIONE: Le albicocche essiccate possono essere trattate. Tra le albicocche disidratate vi sono quelle trattate che solitamente sono di colore arancio molto intenso, mentre quelle non trattate sono marroni. Il colore arancione molto vivace di quelle più comuni è dovuto al trattamento con diossido di zolfo: chi è allergico a questo composto o chiunque preferisce evitare coloranti inutili dal punto di vista del sapore può rivolgersi ai negozi specializzati in cibi naturali o biologici dove trovare albicocche secche non trattate di colore marrone. 

LE ARMELLINE O MANDORLE AMARE

L'albicocca ha un seme singolo osseo a forma ovoidale, che somiglia ad una mandorla. L'anima dei noccioli di albicocca ha un delizioso profumo di mandorla. Questo profumo è dovuto ad una piccola quantità di cianuro, che essi contengono. I semi dell'albicocca, che come quelli della pesca si chiamano armelline, hanno usualmente un retrogusto gradevolmente amarognolo e vengono usate in pasticceria come essenza, come ingrediente negli amaretti, in sciroppi o liquori e in generale in abbinamento alle mandorle dolci per renderne più interessante il gusto. Tuttavia il loro consumo viene limitato ad un uso aromatico poiché, come le foglie e i fiori dell'albicocco, contengono un derivato dell'acido cianidrico (cianuro) che, ad alte dosi, risulterebbe altamente tossico. Le armelline vanno mangiate con parsimonia ed è consigliabile NON farle mangiare ai bambini. 




RICETTE DAL WEB:

Splendide ricette della Cucina Italiana per utilizzare questo dolce frutto 
Albicocche gratinate alla lavanda,questa ricetta mi ricorda un po' il Clafoutis ma con l'aroma della lavanda in più. 
Un menù alternativo a base di albicocche

FONTI E APPROFONDIMENTO:

Qui di seguito trovate tutti i link alle fonti che ho utilizzato per stendere questo post, che deve ritenersi semplicemente un accorpamento di notizie che ho letto e , per quanto possibile verificato, nel web.

http://it.wikipedia.org/wiki/Albicocca 

La fonte più interessante: 
http://www.alimentipedia.it/albicocca.html 

Storia: 
http://www.diciboealtrestorie.com/2012/07/10/albicocca/ http://www.comune.quiliano.sv.it/index.php?option=com_content&task=view&id=352&Itemid=95 

Ulteriori informazioni su: Albicocco varietà - ortofrutta - Frutteto 
http://www.vivaiodibert.it/vivaio-scheda.php?cat=2&id=1 http://www.giardinaggio.it/frutteto/albicocco/varietaalbicocco.asp#ixzz2YRw79OgR 

Benefici: 
http://casabenessere.wordpress.com/2013/05/28/benefici-delle-albicocche-e-meraviglia-del-suo-seme/ 
http://www.vitamineproteine.com/2013/05/04/7-benefici-delle-albicocche/ 
http://www.cure-naturali.it/albicocche/1575 
http://www.mr-loto.it/albicocca.html