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lunedì 20 aprile 2015

MUFFIN CIOCCO-BANANA




MUFFINS CIOCCO-BANANA

Ingredienti

300 g di farina 00
150 cc di latte di mandorla
120 g di burro
100 g. di zucchero
2 uova (da 60 g)
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci

Per farcire:

1 o 2 banane mature, a secondo del gusto
100 g gocce di cioccolato

Procedimento con il bimby:

Versare nel boccale il latte  e scaldare: 2 min. 37°( tm 21 40°) vel. 1 .
Aggiungere burro, zucchero e uova,frullare: 20 sec. vel. 4 .
Unire la farina, il sale, e il lievito, setacciato con la farina: 5 sec. vel. 5.
Unire all' impasto le gocce di cioccolato e la banana a pezzetti, mescolare il necessario ma non troppo.
Mettere l’impasto così ottenuto negli appositi stampini imburrati o nei pirottini di alluminio.Gli stampini devono essere riempiti per 3\4.
Guarnire a piacere con la granella di zucchero
Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 20 minuti.
Con questa quantità otterrete una teglia da 12 muffins.

Procedimento tradizionale:

1 Mettere in una ciotola gli ingredienti secchi: la farina, il lievito e lo zucchero.
2 In un'altro recipiente sbattere con la frusta le uova con un altro pizzico di sale, il burro ammorbidito, il latte .
3 per quelli al cioccolato. sciogliere il cioccolato ed unirlo tiepido ai liquidi (non caldo perchè cuoce le uova!!!)
4 Versare il composto liquido nella ciotola con le farine, amalgamare delicatamente fino ad ottenere un impasto morbido.
poi procedere come sopra

I MIEI CONSIGLI : Per fare dei buoni muffin bisogna rispettare alcune regole: Innanzitutto setacciare sempre la farina con il lievito. Le polveri e liquidi vanno miscelate in due contenitori diversi e poi uniti in un secondo momento.
L'impasto non deve mai essere lavorato eccessivamente, qualche colpetto giusto per miscelare appena gli ingredienti, devono rimanere grumosi perché impastare troppo significa produrre glutine e renderli di conseguenza gommosi. . Meglio utilizzare uova a temperatura ambiente. I muffins vanno cotti immediatamente, senza riposo. E'  fondamentale informare quando il forno ha raggiunto la temperatura e la luce è stabile. Un consiglio : se dovete cuocerli a 180 gradi impostate il forno a 200 gradi, poi infornate ed abbassate il termostato alla temperatura indicata per la cottura. In questo modo sarete certe che la temperatura del forno sarà sin dall'inizio quella corretta.






Con MUFFINS CIOCCO-BANANA partecipo alla raccolta  #cioccolatoe BANANA  di APRILE indetta dalla  "Compagnia del Cioccolato ". Qui trovate il regolamento per poter partecipare.





Vuoi vedere i nostri gadget? Clicca sulla foto qui sotto




lunedì 23 marzo 2015

TORTINE SALATE CON SPINACI , PRIMO SALE E RICOTTA DI CAPRA per #MTC46



Era ora! Dopo 45 edizioni Flavia alias Elisa Baker ha vinto la sfida dell'MTC!!!
Lei una delle colonne portanti, presente fin dalla primissima edizione, assidua nel presentare le sue ricette sfida dopo sfida sfida se lo meritava proprio!
Le rinnovo i miei complimenti anche qui e come sempre ringrazio i giudici e tutta la redazione di questa imponente macchina di ricette, nozioni culinarie , tecniche di cucina, storia ecc.... che ogni mese da vita ad una sfida sempre più interessante.
Elisa (o Flavia ... tanto lei risponde comunque ...tanto è abituata a questa doppia personalità!) ha scelto come ricetta per  questo mese una pasta base della cucina che è la pasta brisée , ha condiviso con noi la ricette dello chef  Michel Roux.
Io ho scelto di riproporla in una versione senza glutine e senza lattosio, ma vi riporto pari pari , sia la ricetta in originale che la spiegazione di Elisa ...per cui se volete potete farla anche nella versione tradizionale.
La torta salata , o meglio le mini torte salate che ne sono  uscite,  sono "scariche" di  lattosio perchè nell'impasto base  non c'è burro animale ma vegetale  e nel ripieno ho utilizzato formaggi di capra che hanno proteine e grassi più digeribili rispetto a quelli a base di latte vaccino e parmigiano reggiano stagionato, privo di lattosio!! Quindi niente glutine, poco lattosio ....e come verdura non potevo che scegliere gli spinaci sopratutto perchè marzo è il mese in cui si cominciano a trovare freschi  sui banchi della frutta e verdura. Infatti pur essendo una verdura anche invernale è la primavera il periodo migliore per consumarli perchè in questa stagione si possono sfruttare tutte le loro proprietà : il sole e il caldo infatti fanno aumentare la concentrazione delle preziose sostanze antiossidanti in essi contenute.
A calce di questo posto vi lascio un po' di informazioni e curiosità su quest'ortaggio , avevo abbandonato la buona abitudine di inserire questi approfondimenti .... mi mancavano un po' e a voi?


TORTINE SALATE CON SPINACI , PRIMO SALE E RICOTTA DI CAPRA

Ingredienti per 6 mono porzioni

PASTA BRISÉE di Michel Roux

250 g di farina ( io senza glutine, riso integrale circa 150g, e 100 g farina per crostate senza glutine del molino della Giovanna)
150 g di burro ( io ho sostituito con del burro vegetale!)
1 cucchiaino di sale
Un pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo (io ho utilizzato due cucchiai di acqua ghiacciata )

Per il ripieno:

100 g primo sale di capra
250 g ricotta di capra
100 g di parmigiano reggiano stagionato
500 g spinaci cotti al vapore *
2 uova
noce moscata 
sale e pepe


Procedimento classico ( preso dal blog di di Flavia)

Versate la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungete il latte e incorporatelo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo fino all’uso.
La Pasta Brisée si conserva benissimo in un contenitore a chiusura ermetica, per una settimana in frigo e fino a tre mesi in freezer.


Procedimento con il bimby:

Preparare la brisée  di M.Roux

Versate nel boccale il burro molto freddo tagliato a pezzettoni, la farina , lo zucchero, il sale, l'uovo
Impastate 20 sec. vel. 4-5, dal foro del coperchio aggiungete i due cucchiai di acqua .
Avvolgete l’impasto nella pellicola e lasciarlo in frigo per 30  min. almeno ( meglio se tutta la notte per questa versione senza glutine)  prima di  utilizzarla. 

Preparare il ripieno:

Tritate il parmigiano 20 sec vel 5 con qualche colpo a turbo
Unitene 2/3 alle uova sbattute.
Aggiungete gli spinaci lessati  ,metà della ricotta a fiocchi.al composto e mescolate: 30 sec vel 2 
Stendete la pasta brisée con il mattarello fino allo spessore di pochi millimetri, dandogli la forma della vostra teglia.
Forate la base e coprite con un foglio di carta forno, aggiungete dei "pesi" (come  ceci o fagioli secchi) che serviranno ad evitare che l'impasto si gonfi in maniera disomogenea..
Cuocete “in bianco” nel forno alla temperatura indicata dalla ricetta 180°-190°C per il tempo necessario affinché la pasta si dori e sia quasi completamente cotta .
Sfornate e togliete i  pesi , la carta e rimettete in forno perché la pasta si asciughi e colori.
Distribuite sopra metà del composto preparato con gli spinaci , la restante ricotta a fiocchi ed una spolverata di noce moscata.
Spalmate l’altra metà di composto, aggiungete il primo sale  a pezzi, spolverate con il parmigiano e terminare con il pepe..
Infornate a 180° per altri 15 minuti, finchè il ripieno sarà cotto.
Lasciate raffreddare 5-10 minuti prima di mettere in un piatto di portata.


I MIEI CONSIGLI:

* Gli spinaci che ho utilizzato sono stati cotti al vapore (varoma). Ho riempito il boccale con 700 g di acqua, 1 cucchiaino da tè di dado vegetale. Poi ho pressato per bene ,la campana del varoma, con gli spinaci ho chiuso e fermato con un pesta carne: temperatura  varoma per 20 min vel 3.
Gli spinaci saranno molto verdi, cotti ma sostenuti in modo che dovendoli poi ricuocere non diventeranno mosci e manterranno una consistenza gradevole in bocca. 
In alternativa potete usare anche quelli surgelati, in questo caso però vi consiglio di insaporirli. Cuocete sempre nel Bimby, con una noce di burro e del dado vegetale per 10/15 min a varoma con antiorario vel 2 . Devono asciugarsi per cui se necessario proseguire con la cottura.
Per la cottura senza bimby potete stufare gli spinaci sia quelli freschi che quelli surgelati in una padella molto capiente con un po' di olio . insaporire solo alla fine. tenete sempre presente che quelli surgelati hanno maggior necessità di asciugare .
La mia brisée è senza glutine , ho utilizzato farina di  riso integrale e un mix di farine senza glutine del molino Dalla Giovanna . ho dovuto aumentare l'acqua perchè rimaneva troppo asciutta. Ma questo capita spesso con queste farine.
L’impasto deve risultare molto morbido, di più di quello classico quindi aumentare l’acqua se vi doveste accorgere che è troppo sodo. Questo impasto andrebbe fatto  riposare in frigorifero per una giornata intera. in modo che riesca ad acquisire una certa elasticità.
La pasta brisée ha un sapore neutro e una consistenza friabile., una volta cotta..
La scelta delle mono porzioni è stata dettata anche dal fatto che con l'uso di farine prive di elasticità si presenta comunque una maggior difficoltà nella stesura.








LO SAPEVATE CHE ... curiosità e storia degli spinaci!

Gli spinaci sono ortaggi particolarmente ricchi di vitamine antiossidanti e  minerali, tra cui potassio, fosforo, zinco.
Sono al 90% composti da acqua..e quindi adatti a chi segue un regime alimentare ipocalorico (24 calorie per 100 g di prodotto).
Comunemente associati alla figura di Braccio di ferro come porzione miracolosa e fonte di forza  in realtà non hanno un così alto contenuto di  ferro, anzi , Altri vegetali hanno un contenuto molto più alto di ferro (riferito a 100 grammi di alimento): lenticchie (9 mg di ferro ogni 100 gr), semi di girasole (8,9 mg), farina di soia (8,4 mg), ceci (6,7 mg/100 g).,i fagioli borlotti ad esempio ne contengono 3 volte di più..Infatti dei 2,9 milligrammi di ferro contenuti in 100 grammi di spinaci solo il 5% è assimilabile dal nostro organismo, e questo per la presenza di grandi quantitativi di acido ossalico che si lega al ferro rendendolo non assimilabile.
Hanno foglie lisce, arricciate e raccolte in una rosetta. Secondo le varietà le stesse possono assumere una forma triangolare o ovale e una lamina sottile o carnosa, i semi possono essere tondi o spinosi.
In cucina vantano decine di utilizzi. Quelli piccoli e teneri si possono consumare crudi in insalata , stufati ed  uniti a ricotta e uova si impiegano in torte salate, è possibile aggiungerli alle uova e farina per creare pasta fresca o spatzle, o alla  ricotta per il ripieno dei tortelli, oppure semplicemente spadellarli con burro e formaggio e servirli come contorno,o come farcia per un arrotolato di carne.
Gli spinaci vanno scelti con foglie di colore verde scuro, lucide, carnose e croccanti, e vanno lavati poco prima dell'utilizzo, molto accuratamente, dal momento che la forma delle foglie favorisce l'annidarsi di terra.
E' sconsigliabile tenerli in ammollo pena la perdita  di buona parte dei minerali, Il modo migliore per consumarli è crudi perché con la cottura perdono la metà delle sostanze nutrienti.
Le origini di Spinacia Oleracea (nome botanico della pianta degli spinaci) non sono certe, l'ipotesi più accreditata vuole che provenga dall'Asia Minore  dove era coltivata già dal 2000 a.c. Si diffuse poi in Cina e in Europa, e ad importarla  in Spagna sarebbero stati gli Arabi o i Crociati.
Il medico bolognese Baldassarre Pisanelli già nel 1583 scrive, nel suo "Trattato de' cibi et del bere",  di un' "erba nuova", ovvero sconosciuta agli antichi. La coltivazione degli spinaci in Italia può esser ricondotta al XIII-XIV secolo. La loro diffusione però divenne più ampia nelle cucine europee e americane solo verso la fine dell'800.
Un piccolo aneddoto: Caterina de’Medici, quando lasciò Firenze per andare in sposa a Enrico di Valois, futuro Re di Francia, portò con se alcuni cuochi in grado di cucinare in vari modi gli spinaci, la sua verdura preferita. Da allora nella cucina classica francese le preparazioni che richiedono un contorno di spinaci sono chiamate “à la florentine”
Non si puo' parlare di spianci senza citare il famoso eroe dei fumetti Popeye che per molti anni ,a partire da gennaio del 1929,  ha allietato con le sue avventure le letture di grandi e piccini .... lui e i suoi spinaci sono stati  l'incarnato della forza e della robustezza dovuti alla sana alimentazione nell'immaginario di molte generazioni , anche se (come scritto sopra) non è proprio così quest'ortaggio rimarrà per sempre legato allo storico personaggio dei fumetti che lo ha "pubblicizzato" così a lungo.










23 marzo 2015
Con questa ricetta partecipo alla sfida N° 46 di MARZO dell' MTChallenge. LA PASTA BRISÉE di MICHEL ROUX  è la sfida proposta da Flavia del blog CUOCICUCIDICI  Qui trovate tutte le ricette degli sfidanti e qui tutte le sfide precedenti!







Fonti per l'approfondimento:

http://www.alimentipedia.it/spinaci.htmlInformazioni bibliografiche

Dizionario Delle Origini Invenzioni E Scoperte: QUA - ZUI, Volume 4
Editore: Dalla Tipografia Di Angelo Bonfanti, 1831



sabato 21 marzo 2015

TORTA CIOCCO-CAFFÉ CON GLASSA LUCIDA



Non amo i dolci al cioccolato ma di questa torta ne mangerei anche mezza ... l'ho provata sia nella versione originale , con il vino rosso , che in questa mia versione al caffé e devo dire che entrambe sono molto golose ! Dalla torta ubriaca ho ricavato, apportando alcune modifiche , la base di questo dolce ciocco-caffé e l'ho completata con una glassa lucida , la cui ricetta proviene dall'ultimo corso sui dolci al cioccolato che ho frequentato a Magazzino alimentare.
A tenerlo il maestro AMPI Maurizio Colenghi ( se volete saperne di più qui trovate un mio post!).
Tra le numerose proposte della serata mi ha conquistato la venere nera , una mousse al cioccolato con gelatina di lamponi e questa glassa lucidissima e davvero interessante.
Qui l'ho adattata alla base della torta aromatizzando, anch'essa al caffé, ma nella ricetta originale laddove io ho usato il caffé ristretto è prevista l'acqua.
L'ho trovata molto versatele, semplice da fare e sopratutto di grande effetto.
A cucchiaiate la potete finire senza nemmeno accorgervene...e più ammaliante della nutella!

TORTA CIOCCO - CAFFÉ
(ricetta liberamente tratta dalla Torta ubriaca di Anna Moroni)

Ingredienti

80 g cacao amaro Valrhona
250 g Zucchero ( 150 g muscovado , 100 g zucchero semolato)
250 g Burro
130 g caffè ristretto aromatizzato con un cucchiaino di caffè solubile e uno di polvere di caffè
190 g farina di riso
5 Uova
1 bustina Lievito senza glutine

Procedimento con il bimby:

Versare nel boccale il cacao, lo zucchero, il burro e il caffé: 7 Min. 50° Vel. 4
Togliere due misurini del composto dal boccale e mettere da parte.
Aggiungere al composto nel boccale  la farina e le uova: 1 Min. Vel. 5.
Con le lame in movimento , dal foro del coperchio,  aggiungere il lievito:20 Sec. Vel. 5.
Imburrare ed infarinare una teglia (26 cm), versarvi il  composto e cuocere in forno già caldo. 45/50 min. 160° ( effettuare la prova stecchino ! )
Una volta cotta bucherellare con uno stecchino tutta la superficie della torta e spalmare la superficie con il composto messo da parte. aiutarsi con la lama di un coltello e distribuire uniformemente su tutta la torta.
Lasciarla riposare per circa un 'ora.

GLASSA LUCIDA DI COPERTURA AL CACAO E CAFFÉ
(liberamente tratta da una ricetta del maestro AMPI Maurizio Colenghi)

Ingredienti

60 g cacao amaro Valrhona
120 g zucchero
un cucchiaino di caffè solubile
150 g caffè ristretto
55 g glucosio
105 g panna 35%
7 g gelatina

Procedimento :

Portare ad ebollizione: caffé, glucosio e panna
A parte mescolare il cacao con lo zucchero e il caffé solubile
Aggiungere alla panna , miscelare con una frusta , riportare a bollore.
Alla fine inserire la gelatina
Lasciare stazionare una notte in frigorifero
Poi scaldare a 36/38 °C , far stazionare per 30 minuti in modo che esca tutta l'aria (le bollicine!) Dopo di che utilizzare intorno ai 24 °C

Procedimento con il bimby :

Scaldare panna , glucosio e caffé : 10 min 70/75  gradi vel 3
Aggiungere zucchero, cacao e caffé solubile : vel 4 per 1 min , riportare a 70 °C
Aggiungere la la gelatina dal foro de coperchio con lame in movimento a vel 3
Portare a vel 7 e emulsionare per 2  minuti
Versare in un contenitore e lasciare stazionare una notte in frigorifero .
Rimettere la glassa nel bimby e scaldare : 8 min 37 °C vel 4 
Lasciare intiepidire e versare sulla torta quando la glassa avrà raggiunto i 25 °C circa.

I MIEI CONSIGLI:
La glassa va preparata con un giorno di anticipo. il maestro Colenghi ha consigliato di versarla sul dolce ad una temperatura di 24/25 °C  perchè è il momento in cui la glassa ha la consistenza migliore per essere versata sul dolce. E' fluida al punto giusto! Più fredda farebbe fatica a distribuirsi, più calda scivolerebbe troppo. La dose indicata è dimezzata rispetto a quella del maestro e ho sostituito l'acqua con il caffé. Per la base ho usato il procedimento della torta ubriaca che prevede di tenere da parte un po' della salsa che è alla base dell'impasto della torta appositamente preparata prima di inserirvi uova e farina proprio perchè non andrà cotta. Per infarinare la tortiera ho usato il cacao , tanto la cottura avviene a 160 gradi in forno non ventilato per cui non si tosta , se il forno fosse stato più alto non sarebbe stato  indicato. questa volta non ho lasciato il procedimento senza bimby perchè nel web trovate tantissime versioni della torta ubriaca inventata da Anna Moroni ... vi lascio il link !










21 marzo 2015
Con TORTA CIOCCO-CAFFÉ CON GLASSA LUCIDA partecipo alla raccolta  #cioccolatoe CAFFÉ di MARZO indetta dalla  "Compagnia del Cioccolato ". Qui trovate il regolamento per poter partecipare.




sabato 14 marzo 2015

WINTER CITRUS UPSIDE DOWN CAKE per #recake 2.0




Ed eccoci pronti con un'altra ricetta per  Re-cake 2.0 ! Questa volta sono di scena gli agrumi ed in particolare le arance rosse , ma come potrete leggere più sotto le varianti sono numerose. Potete scegliere fra arance , pompelmo , cedro , lime , limone, lemoncedro , mapo , mandarini, clementine ...insomma un po' di fantasia ed avrete ogni volta un dolce diverso. Vi lascio la ricetta ed alcuni consigli.

TORTA SPEZIATA AGLI AGRUMI
tradotta dall'originale del blog Adventures in Cooking (English version)

45 g di burro non salato
100 g zucchero di canna (io ho usato il muscovado)
15 g miele  ( miele di acacia)
10 g succo di limone
fette sottili di agrumi sufficienti a coprire il fondo della vostra tortiera ( io ho utilizzato arancia, pompelmo rosa e lemoncedro)
300 g di farina
(nel mio caso farina di riso  GLUTEN FREE )
1 bustina di lievito per dolci certificata Gluten Free
1/2 cucchiaino di sale fino
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere (io ho usato il cardamomo in bacche)
4 uova medie
270 g zucchero semolato
108 g di olio extravergine di oliva (per me olio di riso)
60 ml di succo di arance rosse
60 ml di succo di un agrume a scelta (tra quelli utilizzati per la copertura)
45 g latte intero
10 g di estratto di vaniglia  (per me i semi di una bacca di vaniglia)
5 g di scorza di arance rosse


Procedimento:

Preriscaldate il forno a 190° C.
Foderate il fondo di una tortiera antiaderente da 28/30 cm con carta forno, mettere da parte.
In una piccola casseruola, sciogliete il burro a fuoco basso con lo zucchero di canna, il miele e il succo di limone, mescolando fino a quando lo zucchero non sarà sciolto completamente.
Rimuovete dal fuoco e versate lo sciroppo nella tortiera.
Disponete le fette di agrumi sul fondo della tortiera, in uno strato sottile, e mettete da parte.
In una ciotola di media grandezza, mescolate insieme la farina, il lievito, il sale, la cannella, il cardamomo fino  che non saranno amalgamati, mettete da parte.
Nella ciotola della planetaria (o di un mixer elettrico), sbattete insieme le uova, lo zucchero semolato e l’olio di riso a bassa-media velocità fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo, aggiungete il succo d’arancia, il succo di agrumi, il latte, la vaniglia e la scorza di arancia.
Mescolate fino a che tutto non sarà stato incorporato, quindi aggiungete gradualmente la farina all'impasto, mescolando fino a quando non sarà stato tutto amalgamato.
Riempite la tortiera fino a 3/4 di altezza ,con l’impasto, e cuocete in forno a 180 °C per 30-40 minuti oppure fino a quando inserendo uno stuzzicadenti al centro del dolce non uscirà pulito.

Procedimento con il Bimby:

Per il fondo della torta procedere come sopra .
Inserire nel boccale 50 g di zucchero e i semini del cardamomo, polverizzare :10 sec vel 10
Aggiungere la farina, il lievito, il sale, la cannella miscelare: 10 sec vel 4, mettere da parte.
Nel boccale inserire il restante zucchero e la scorza dell'arancia rossa, polverizzare : 10 sec vel 8 Aggiungete le  uova, lo zucchero semolato e l’olio di riso : 10 sec vel 5
Poi il succo d’arancia, il succo di agrumi, il latte, la vaniglia : 10 sec vel 5
A questo punto versare  le polveri e miscelare: 10 sec vel 4 con antiorario.
Riempite la tortiera fino a 3/4 di altezza ,con l’impasto, e cuocete in forno a 180 °C per 30-40 minuti oppure fino a quando inserendo uno stuzzicadenti al centro del dolce non uscirà pulito.

I MIEI CONSIGLI:

Per prima cosa le spezie. Io ho utilizzato il cardamomo in bacche , quello che si trova in erboristeria , va aperto e vanno estratti i semini all'interno di ogni bacca, poi va polverizzato con l'uso di un pestello (per chi non possiede il bimby!) . Per quanto riguarda lo zucchero: nella ricetta originale si parla di brown sugar . E' uno  zucchero grezzo (o solo parzialmente raffinato) , macinato finemente e mescolato con la melassa, che gli conferisce il tipico colore bruno e la consistenza più umida.non è esattamente uno zucchero di canna è un po' diverso .Il brown sugar dona ai piatti una consistenza diversa, e sapori specifici. Aiuta a mantenere i biscotti morbidi e dà un gusto profondo di caramello a salse e dessert.( da Un 'americana in cucina ) Ho utilizzato lo zucchero di canna integrale  muscovado, ma la prossima volta sceglierò un Dulcita per far si che si vedano meglio le fette degli agrumi.
Ho reso la ricetta senza glutine utilizzando la farina di riso , in abbinamento ho scelto dell'olio di riso
per non scomodare troppi enzimi e rendere il dolce più facilmente digeribile . Ho più volte sentito ribadire questo concetto in cucina dove si cerca di abbinare prodotti della stessa tipologia (ad esempio farina di mais e olio di mais o ,come in questo caso , riso con olio di riso ) per cercare di attivare meno enzimi per  non affaticare troppo il processo digestivo.
Questa torta in oltre si puo' tranquillamente rendere senza latticini , sostituendo il burro con una margarina o un burro vegetale , non idrogenati, e sostituendo il latte presente con la stessa quantità di succo. Per quanto riguarda invece il procedimento nel momento in cui aggiungete le polveri ai liquidi, io consiglio, di non miscelare troppo ma solo il giusto per mantenere il dolce meno gommoso...insomma come si fa per i muffins.
Il risultato ? Ottimo !!! Tanto che la prima parte della torta è stata spazzolata dalla sottoscritta senza tante esitazioni e sensi di colpa ! La consiglio sopratutto a chi ama gli agrumi nei dolci perchè è davvero intensa nei profumi.





Con WINTER CITRUS UPSIDE DOWN CAKE (Torta speziata agli agrumi) 
partecipo a RE_CAKE 2.0 del mese di marzo





lunedì 2 marzo 2015

CAKES LAB "TESTA CON NOI"




Come vi avevo già scritto questo mese ho partecipato a diverse raccolte....
in una di queste hanno scelto la mia ricetta come vincitrice!
sono molto felice e volevo condividerlo anche con voi 

Cakes Lab Test & Taste:
Questo mese abbiano provato per voi le ricette di Maria Teresa di Marco e Marie Cècile Ferré del libro Crostate . E non dimentichiamoci una cosa importante, la VINCITRICE del mese di Febbraio del CONTEST del CAKES LAB "TESTA CON NOI" che è Maria Cristina del blog LE RICETTE DEL BIMBY E...MOLTE ALTRE  con questa bellissima Crostata con crema e pinoli 


venerdì 25 aprile 2014

UMIDO DI REGAGLIE DI POLLO


Quinto quarto???? Nooooo ... La sfida di questo mese mi metterà a dura prova!
Non perché non mi piacciano le frattaglie in generale anzi il fegato é da considerarsi sicuramente una delle parti  che io amo di più , e lo cucino anche spesso . Mi piace il rognone, ma poi per il resto é tabula rasa! Non ho mai cucinato altro...volevo cimentarmi in qualcosa per me inusuale , direi quindi che é arrivata l'ora di cucinare il piatto che mio marito mi sta chiedendo praticamente da quando ci siamo sposati !!! Dopo 22 anni di matrimonio finalmente gli preparerò i Püc de pendisi....in pratica un umido di rigaglie di pollo che arriva dritto dritto dalla tradizione contadina , della pianura padana e non solo.
Era un piatto molto in uso nelle famiglie contadine e che mia suocera sapeva cucinare molto bene ...lei aveva le galline e dato che per economia domestica non si deve mai sprecare nulla , quando si uccidevano gli animali le parti , che adesso sono di scarto,venivano riutilizzate in questo pietanza.
Ovviamente mio marito ha solo dei vaghi ricordi , era troppo piccolo per ricordarsi come veniva  cucinato per cui mi sono rivolta a quelle che é la depositaria delle ricette di famiglia ,mia cognata.
Come sempre le sue indicazioni sono approssimative, non perché lei non sia precisa, ma perché mentre io cucino a peso , lei cucina ad occhio , si regola man mano...procede per conoscenza...lei lo ha mangiato io no ! Non l'ho mai assaggiato non so che sapore debba avere, non ho la più pallida idea di come sì ripuliscano le frattaglie...in pratica mi dovrò affidar ai ricordi di un bambino...direi che iniziamo proprio bene!
Ma ormai ho deciso, e chi mi conosce lo sa, quando mi metto in testa una cosa quella 'deve' essere !
Quindi ho rispolverato l'Artusi e il suo umido di rigaglie di pollo al sedano che é 'più gentile' , come lui stesso scrive ... e ho creato un mix delle due ricette.
La parte più difficile é stato trovare le frattaglie giuste , ho abbandonato l'idea di farlo preciso preciso con zampe e testa....non ce l'avrei mai fatta é più forte di me.
La ricetta é molto semplice e a parte i tempi lunghi di cottura é di facile realizzazione.

PÙC DE PENDISI 

Ingredienti 

2 carote
100 g di sedano
100 g di cipolla bianca
50 g di olio 
500 g di frattaglie di pollo miste ( durelli o ventrigli, cuori, fegato , uova non nate ) 
Fondo di cottura o brodo di carne ( meglio di pollo)
3/4 patate di media dimensione tagliate a dadi

Procedimento

Ripulire le regaglie in tutte le loro parti, sciacquando con abbondante acqua.
In una casseruola disporre l'olio con le verdure mondate e tritate.
Soffriggere a fiamma bassa, quando prendono colore aggiungere le regaglie e proseguire con la cottura. Quando saranno cotte sfumare con il vino rosso  lasciare evaporare e poi coprire con qualche cucchiaio di brodo caldo.
Cuocere a fuoco lento per circa 1 e mezza , coperto e aggiustare con del brodo se necessario.
Aggiungere a questo punto le patate e proseguire per altri 30 minuti.
Completare aggiustando di sale e pepe verso fine cottura . 

Vi riporto l'UMIDO DI REGAGLIE dell' Artusi, casso mai voleste provare anche questa versione!

Quando alle rigaglie di pollo si uniscono i colli, le teste e le zampe, diventa un piatto da famiglia che tutti conoscono; ma quando si tratta di farlo più gentile coi soli fegatini, creste, uova non nate, fagiuoli e anche ventrigli (purché questi li scottiate prima nel brodo e li nettiate dal tenerume), per renderlo di grato sapore e delicato, potete regolarvi nella seguente maniera: Prima date un terzo di cottura nell'acqua salata al sedano tagliato lungo mezzo dito all'incirca. Poi fate un battutino di prosciutto grasso e magro e poca cipolla, mettetelo al fuoco con burro e quando sarà ben rosolato, versate prima i ventrigli, tagliati in tre pezzi, poi un pizzico di farina di patate, indi i fegatini in due pezzi e tutto il resto. Conditelo con sale, pepe e odore di spezie e quando avrà tirato il sapore annaffiatelo con brodo e poco sugo di pomodoro o conserva. Mettete a soffriggere a parte il sedano nel burro e quando sarà cotto versateci dentro le rigaglie, fatelo bollire ancora alquanto, se occorre brodo versatecene e servitele.




UN PO' DI STORIA
La passione che gli Etruschi avevano per il fegato e le frattaglie (rigaglie se riferite a volatili o affini) è comune con molte società.
Un vecchio racconto Irlandese narra con dovizia di particolari l’amore di un re per “grasso, rognoni e tenera trippa”, rivelando che il tributo da offrire a una dama di corte consisteva in animelle e cuori di maiale.
Nella Parigi del ‘600 le interiora erano molto più apprezzate delle bistecche, e anche più costose. I francesi le chiamavano “parties nobles”, e ogni cacciatore aveva con se un set cerimoniale di coltelli per rimuoverle e metterle alla griglia con un piccolo rituale, per poi offrirle al potente di turno in onore del suo coraggio.
E’ probabilmente per questa abitudine, se ancora oggi diciamo di un uomo intrepido che ha “fegato”.
Anche gli scozzesi venerano le frattaglie e un loro piatto nazionale, chiamato “haggis” fatto d’interiora di pecora avvolte nel suo
stomaco, viene mangiato durante una fastosa cerimonia accompagnata da cornamuse.
La festività turca “del Giorno del Sacrificio” (Kurban Bayrami) culmina con la distribuzione di un piatto stufato di trippa chiamato “iskembe carbosi”.
Addirittura gli abitanti dell’isola di Tonga ritenevano che il fegato fosse il boccone più prelibato di un pranzo, perché era lì che risiedeva il coraggio di un’animale, e per questo lo offrivano al capo. Per motivi simili, i capi delle tribù masai si nutrono soltanto di latte, miele e fegato arrosto.
Con il termine rigaglie si indicano le interiora del pollo o dei volatili domestici.
Delle Rigaglie fanno parte il cuore, lo stomaco, le creste e i testicoli del gallo, e le uova non nate delle galline, il collo, le zampe.
La parola rigaglie o regaglie deriva dal latino "regalia" che significa cosa degna di un re.
In realtà un tempo le rigaglie erano cose destinate ai servitori, visto che il signore mangiava i pennuti e regalava le interiora ai suoi sottoposti.
I fegatini ora sono un cibo ricercato, vengono utilizzati per preparare il patè che prende il nome di patè di fegatini di pollo.
Oggi è un cibo ricercato che si può trovare nelle trattorie e nei ristoranti di tradizione toscana o cucinato semplicemente alla salvia, al vino bianco o arricchito in fricassea con l'aggiunta del rosso d'uovo sbattuto col limone.
In Toscana il termine è usato anche al singolare, rigaglia, riferito alle interiora di vitello che, a Pistoia in particolare, vengono lessate e accompagnate da sottaceti. Questo piatto è denominato «carcerato pistoiese». Tale appellativo deriva dal fatto che a Pistoia i macelli comunali sono molto vicini alle carceri, ed entrambi si affacciano su di un fiumiciattolo chiamato Brana.
Sembra che molto tempo fa le interiora delle bestie macellate, non essendo richieste dal mercato, venissero gettate in questo
rigagnolo. I poveri carcerati, evidentemente affamati, vedendo portar via dalla corrente la carne, chiesero il permesso alle autorità di ottenere dai Macelli le rigaglie scartate; furono accontentati e inventarono una famosa zuppa mettendo
semplicemente assieme acqua, rigaglia e pane secco. Fino a qualche decennio fa esistevano a Pistoia delle botteghine che vendevano esclusivamente la rigaglia e che preparavano anche «il carcerato».
Questa ricetta poverissima, anche se nel tempo è stata arricchita con odori, olio e formaggio grattato, è ormai quasi introvabile.
I durelli vengono venduti aperti e ripuliti ben bene. Noi li mangiamo cotti nell'olio con aglio, cipolle, un trito di rosmarino e salvia, spesso insieme al cuore, alle creste, alle zampe, ed ai colli.

PDF illuminante 




Con questa ricetta  partecipo alla sfida N 38 di aprile dell' MTChallange.
Il quinto quarto è la sfida proposta da Cristiana del blog BEUF A LA MODE
Qui trovate tutte le ricette degli sfidanti 
qui tutte le sfide precedenti!




venerdì 11 aprile 2014

RISOTTO CON LE PUNTARELLE per il #GFFD



Per ottenere un risotto perfetto con il vostro Bimby le regole da seguire sono molto semplici e simili a quelle che normalmente seguiamo nella preparazione classica.
1) Il tempo di cottura del riso é sempre quello indicato sulla confezione ...meno i tre minuti della tostatura, quindi se sulla confezione sono indicati 15 min si deve cuocere per 12 min non di più.
2)  Il brodo deve essere bollente
3) La quantità di brodo aggiunto é il doppio del riso più 100 g ( un misurìno in pratica) 300 di riso sono 600+ 100 di brodo. Se preferite un risotto all'onda potete aumentare anche fino a 200 g  il brodo in più.
Alcuni suggerimenti in più : io cuocio rigorosamente con antiorario e misurìno chiuso , al limite se mi sembra troppo morbido lo tolgo solo gli ultimi 5 min. 


RISOTTO CON PUNTARELLE

Tempo di preparazione:TM31 21 min.

Ingredienti 

Un mazzetto di puntarelle (500 g circa)
400 g di riso carnaroli
900 g di brodo con dado di vegetale Bimby ( ridurre a 800 se le puntarelle rilasciassero troppa acqua!) 
1 scalogno
50 g di olio ( 20 per le puntarelle + 30 per la tostatura) 
Una noce di burro
parmigiano reggiano o grana padano a piacere 
50 g di scamorza affumicata 

Procedimento con il Bimby :

Tritare parmigiano e scamorza 10 sec vel 6 e mettere da parte
Mondare e prepare le puntarelle , dividendo la parte verde dalle punte . 
Tagliare a mezzo le punte e togliere la parte bianca e dura delle foglie.
Scottare le foglie per pochi minuti in acqua bollente ( Per togliere un po' l'amaro!)
Preparare il soffritto con lo scalogno e l'olio : 3 min. 100° C vel 4.
Aggiungere le puntarelle con 1 misurino di acqua e un po' di dado vegetale.
Stufare per 10 min a 100 °C vel soft antiorario.
Mettere da parte
Inserire nel boccale il riso , l'olio e tostare 4 min.100°C vel.soft ( mescolo) ANTIORARIO
A 3 min aggiungere il vino bianco dal foro del coperchio e togliere il misurìno.
Coprire con il brodo  BOLLENTE , aggiungere le puntarelle : 14 min.100°C vel.1 ANTIORARIO
A due minuti dal termine assaggiare ed eventualmente correggere con un po' di dado vegetale.
Preparare una pirofila con fiocchetti di burro e abbondante parmigiano, quando il riso é cotto travasare immediatamente nella pirofila, mantecare.
Servire ancora caldo.

Preparazione tradizionale:

Stufare le puntarelle con un po' di olio e lo scalogno , insaporire .
In un tegame tostare il riso e sfumare  con il vino bianco, bagnare con abbondante brodo caldo .
Aggiungere le puntarelle e altro brodo caldo fino a completare la cottura. 
Al termine fuori dalla fiamma aggiungere burro e formaggio, mantecare e servire subito.

(Per il TM21 - il vecchio modello del Bimby- ricordarsi di inserire la farfalla prima del riso)




ALCUNE INFORMAZIONI IN PIÙ:

La cicoria asparago è un insieme di varietà di verdura facente parte della famiglia della cicoria (Cichorium intybus), caratterizzata dal tipico sapore amarognolo. In alcune zone d'Italia viene chiamata catalogna.

Ve ne sono due tipi: uno più alto, eretto ed amaro, solitamente consumato previa cottura; il secondo più basso e a costa larga, caratterizzato da germogli che si nascondono all'interno del cespo. I germogli, solitamente consumati crudi (spesso con aggiunta di aglio e acciughe sotto sale), sono anche noti come puntarelle e considerati un piatto tipico della cucina romana, diffusi anche nella cucina campana.
( Wikipedia)


Con questa ricetta partecipo al 100 % Gluten Free (Fri)Day #GFFD



Questa raccolta di ricette senza glutine è sempre attiva 
(le ricette sono tutte ben catalogate in fondo al post dell'evento )

venerdì 28 marzo 2014

SOUFFLÉ ALLA SCAMORZA AFFUMICATA CON VELLUTATA DI ZUCCA AL PROFUMO DI ZENZERO E ANICE STELLATO...per l' MTChallange


Le congiunzioni astrali negative non vanno mai sottovalutate !
Cri vs soufflé storia di un rapporto davvero complicato...
Domani faccio il soufflé e fin qui niente di strano....lo sapevo...lo volevo fare per l'MTC...ma la giornata inizia con il piede sbagliato...si perchè volevo riguardarmi la puntata di Accademia Montersino, giusto per ripassare un po’ e il DVD non vuole saperne di funzionare..tric e troc ...un po’ di gridolini isterici e finalmente riparte!
Visione molto rilassante ed istruttiva come sempre...allora forse ce la faccio!!!
Dlin dlonnnn...il campanello...no ma io no aspetto nessuno non a quest’ora!
Falso allarme ...era il postino!
Si riparte...inizio a preparare il tutto per fare la salsa...a proprosito era la cosa che mi spaventava di più !!! Non uso le salse , non mi piacciono … non riesco ad apprezzarle e poi non è che dovessi fare una salsa qualsiasi doveva essere una vera sauce velouté , con tanto di roux e fondo vegetale…
Allora mi rileggo il post di Fabiana, e si è lei l’artefice di tutto sto casino ...hihi… scherzo!
Pronta per fare il mio fondo vegetale … dlin dlonnnn…questa volta la mamma!
Ecco, chi mi conosce sa che con mia mamma presente non posso cucinare perchè un continuo...non stancarti ...e perchè lo prepari...ma non potevi fare una pasta...questo si che è un bel problema...va bene mi siedo due chiacchere e intanto la testa è li con il fondo vegetale…
"Mamma scusa ma devo proprio preparare una cosetta veloce"...che in realtà proprio veloce non è ...ovviamente finisce “a schifio”..ma pazienza mi farò perdonare...adesso tocca a noi due si parte!
Amo i souflé , non li faccio molto spesso, ma ne ho preparati sopratutto alle verdure...l’idea del formaggio però mi attirava e così dopo un po’di tentennamenti la scelta è caduta su un abbinamento che ha me piace molto zucca e scamorza affumicata
Quindi ecco il mio soufflé di scamorza affumicata accompagnato da una sauce velouté alla zucca.
A profumare il tutto anice stellato e zenzero .
L’anice stellato è il frutto di un albero tropicale che ha la caratteristica forma di una stella. Io lo trovo bellissimo! Ha un sapore molto deciso, quindi ne basta pochissimo per insaporire i piatti.
Ho deciso di utilizzarlo, assieme allo zenzero per preparare la salsa  e devo dire che il risultato mi ha davvero soddisfatto! Se vi va di leggervi qualche informazione a proposito dello zenzero, vi rimando ad un post che ho scritto giusto qualche giorno fa...
Alcune note prima di passare la ricetta. Le parti in grassetto sono quelle prese dal post di Fabiana che è la vincitrice della sfida sullo strudel dello scorso mese, e che ha proposto il soufflé come nuova sfida per l’MTChallange del  mese di marzo.



SOUFFLÉ ALLA SCAMORZA AFFUMICATA CON VELLUTATA DI ZUCCA AL PROFUMO DI ZENZERO E ANICE STELLATO

Sauce velouté alla zucca

Per il fondo vegetale:

Ingredienti

100 g di verdure a mirepoix (è una dadolata di sedano, carota e cipolla di circa 5-6 mm per lato, che talvolta può prevedere un taglio irregolare, io ho usato lo scalogno perchè è più dolce)
200 g di zucca a dadini
finocchio
Dopo la cottura speziare con :
2 gambi di prezzemolo
1 anice stellato
Radice di zenzero fresca
2 grani di pepe nero
500 g di acqua (  nel bimby 200 g )

Preparazione classica:

In una casseruola di alluminio con fondo spesso, rosolare delicatamente le verdure con una noce di burro. Coprire con l’acqua raffreddata con il ghiaccio. Lasciare riposare in modo che le verdure rilascino tutti i loro aromi proprio grazie allo shoc termico.
Dopo di che portare a bollore. Cuocere al massimo per una 20 di minuti, sono sufficienti per completare il processo di estrazione degli aromi. Verso fine cottura aromatizzare il fondo vegetale con 2 gambi di prezzemolo, l’anice stellato ,una radice di zenzero (ripulita e a fettine) e i due grani di pepe.Il pepe va schiacciato con la lama piatta del coltello prima di essere aggiunto.
Lasciare riposare il tutto per una decina di minuti poi filtrare.
Estrarre al zucca, separandola dalle altre verdure e ridurla a purea con un passa verdure.

Procedimento nel Bimby: 

Rosolare le verdure con una noce di burro: 5 min 100 °C vel 1 
Aggiungere 4/5 cubetti di ghiaccio e 200 g di acqua molto fredda.
Dopo 10  minuti cuocere per 15 minuti a 90° C vel 1
Verso fine cottura aggiungendo le spezie.
Lasciare riposare per 10 minuti poi separare la zucca da tutto il resto e filtrare il fondo aiutandosi con il cestello
Coprire il fondo vegetale con una pellicola.
Rendere la zucca a purea: 20 sec vel 7

Per la Salsa Vellutata veloce

Ingredienti

15 g di burro
15 g di amido di mais (La maizena rende la salsa  più lucida e trasparente , inoltre essendo già il soufflé SENZA GLUTINE ho pensato di fare anche il roux in questo modo!)
200 ml di brodo (vegetale)

Procedimento classico:

Sciogliere il burro a calore moderato, in una casseruola capiente e aggiungere la maizena. Con l'aiuto di un cucchiaio di legno, mescolare vigorosamente, fino a formare un impasto morbido (roux*). continuare a mescolare fino a quando il roux inizia ad assumere un colore leggermente brunito. Togliere dal fuoco.
Aggiungere il brodo caldo, cominciando ad incorporarne due cucchiai: procedere così, fino ad arrivare a un quarto della dose complessiva. Prendere una frusta e gradatamente incorporare il resto del brodo.
Mettere la casseruola sul fornello, a fiamma media e far sobbollire per 15-20 minuti. Mescolare spesso con la frusta, per evitare che la salsa si attacchi al forno. Se la salsa dovesse diventare troppo spessa, aggiungere un po' di brodo. ( dal post di Alessandra)

Procedimento nel Bimby:

Inserire nel boccale tutti gli ingredienti e cuocere per 8 min a 90° C vel 4
Al termine aggiungere la zucca ridotta a purea e mescolare. Mettere da parte
Calcolare 20/30 g di salsa per ogni pozione , una cucchiaiata.

*La parola roux è francese e significa rossiccio. In campo gastronomico si riferisce a un composto di burro e farina fatto colorire per più o meno tempo a seconda delle necessità. Infatti si distingue in roux bianco (cotto brevemente), roux biondo (cotto un po’ di più), roux bruno (cotto a lungo). La coloritura si controlla a occhio, non si possono indicare tempi precisi. I roux servono per rendere più densa una minestra o per legare meglio la salsa di una pietanza. In entrambi i casi il cibo acquista più sapore.
I Fondi in genere sono brodi di carne, di pesce o vegetale e si uniscono ai roux per ottenere varie salse. Per ottenere un composto senza grumi, se il roux è caldo versate il brodo freddo; se il roux è freddo, aggiungete il brodo caldo.

La ricetta che ha scelto Fabiana porta la firma dello chef stellato Cyril Lignac,

Per il soufflé alla scamorza affumicata:

Ingredienti

300 ml di panna fresca
3 cucchiai da minestra di maizena
30 g di burro + quanto basta per ungere gli stampi
6 uova medie
220 g di scamorza affumicata
noce moscata, sale, pepe
Parmigiano reggiano grattugiato a sufficienza per ricoprire fondo e bordi degli stampi, circa 3 cucchiai

Procedimento con il Bimby:

Scaldare il forno a 200°C (io sempre 20 gradi in più di quelli indicati per la cottura, poi abbasso dopo aver infornato, alla temperatura corretta!)
Tritare la scamorza: 20 sec vel 6
Tritare il parmiggiano : 20 sec vel 6 
Mettere da parte.
Sciacquare il boccale asciugare.
Inserire nel boccale tutti gli ingredienti per la salsa besciamella: panna, burro, farina , noce moscata e sale
Cuocere: 8 min a 90 °C vel 4
Al termine impostare la velocità 4 senza temperatura e aggiungere dal foro del coperchio i tuorli, uno alla volta dopodiché aggiungere la scamorza e mantenere a vel 4 mentre a parte si montano gli albumi. Poi procedere come sotto.

Procedimento classico : (di Fabiana)

-Innanzi tutto scaldare il forno a 200°
-Con una pennellessa imburrare generosamente gli stampi o lo stampo che devono essere puliti ed assolutamente asciutti, ungere fondo e bordi....questo è assolutamente fondamentale!
-Con lo stesso criterio spargere il formaggio grattugiato negli stampi in modo che ne siano interamente ricoperti avendo cura di non toccare più l'interno con le dita.
-Riporre in frigo fino al momento del riempimento, volendo anche in freezer. Non trascurare questo passaggio!!
-Ripassare ancora i bordi con un altro poco di burro pomata e raffreddare nuovamente
-Mescolare la maizena con poca panna fresca fuori fuoco.
-Portare ad ebollizione la restante panna, raggiunto il bollore unire il mix panna maizena mescolando sempre.
-Abbassare la fiamma e proseguire la cottura aiutandosi con una frusta a mano fino ad ottenere una crema spessa.
-Allontanare dalla fiamma ed unire il burro avendo cura di continuare sempre a lavorare.
-Rompere le uova  tenute a temperatura ambiente, separando i tuorli dagli albumi, avendo cura di non toccare questi ultimi con le mani.
-Unire i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezione prima di introdurre il successivo.
-Sbriciolare lo zola piccante( o l'erborinato prescelto), unire alla massa e mescolare.
-Salare, pepare, aggiungere la noce moscata e mescolare bene.
-L'ultima indispensabile operazione è quella di montare gli albumi.
Devono essere ben stabili, ma non di cemento armato:((
Ci si può aiutare unendo qualche goccia di limone che aiuta la montatura rendendola stabile. Gli acidi sono fantastici in certe situazioni:))))
Sconsiglio invece la famosa presa di sale, in realtà a meno che non si monti a mano( faticando come bestie) non ha una reale utilità, anzi, il cloruro di sodio ha proprietà igroscopiche, quindi alla lunga sottrae acqua e destabilizza la struttura.
-Con delicatezza ed in più riprese unire gli albumi montati, badando bene di non smontarli, eseguendo movimenti verticali con una spatola e contestualmente ruotando la ciotola, il classico movimento en coupant;))))
-La massa deve risultare ben omogenea.
-Versare negli stampi ( o nello stampo) arrivando solo ai 2/3 della loro altezza.
-Lisciare delicatamente la superficie con la spatola.

Intermezzo


-C'è chi sostiene che sia opportuno passare la lama di un coltello tutt'intorno agli stampi per fare in modo che il soufflé cresca dritto.

-C'è addirittura chi sostiene d'aprire il forno dopo 3/4 minuti per eseguire questa operazione in rapidità.
-E c'è pure chi suggerisce una cottura bagno maria al forno passando dai 200° iniziali ai 180° dopo 10 minuti.

Ma noi seguiamo la scuola classica e quindi proseguiamo decidendo di:


-Infornare immediatamente e cuocere senza mai aprire per 15/18 minuti gli stampi piccoli oppure 25/30 minuti in caso di stampo unico.

-In ogni caso sorvegliare ed estrarre quando gonfio e ben dorato in superficie.
L'esterno deve essere compatto, l'interno morbidissimo, umido  e soffice come una nuvola.
-Per accentuare la colorazione si può cospargere la superficie con un cucchiaino di formaggio grattugiato prima di infornare.
- A voi la scelta se mantenere il soufflé nel suo contenitore od estrarlo, questo non creerà difficoltà alcuna.
-Potete anche tenerlo un paio di minuti a forno spento, lo sbalzo termico sarà inferiore ed è possibile che con una "gran botta di culo" facciate in tempo a sorprendere i vostri ospiti ed a sorprendere voi stessi della magia del soffiaggio....tempo di accorgersene e sarà già passata;))

A conclusione che scrivere ancora?
Che l'MTC è una vera scuola di cucina virtuale...che ogni volta per preparare il piatto richiesto si deve studiare ,ci si deve misurare con nuove preparazioni ma anche su vecchie pietanze rivedendo le modalità di esecuzione...
Insomma ogni mese un passo in più !
Grazie a tutte coloro che dedicano il loro tempo ad organizzare queste sfide davvero avvincenti!
E poi il soufflé era fantastico ! Una nuvola , leggero soffice si scioglieva in bocca ...di sicuro riproporrò altre versioni seguendo le regole indicate da Alessandra per l’MTC...un solo appunto ancora per quanto riguarda le dosi !
Con questa quantità a me sono usciti 8 souflé in coccottine di 6 cm e 1 grande in una coccotte da 25 cm . Insomma è una bella dose di quelli piccoli secondo me ne escono anche una ventina.







Con questa ricetta  partecipo alla sfida di marzo dell' MTChallange.
Il soufflé è la sfida proposta da Fabiana del blog TAGLI E INTAGLI
Qui trovate tutte le ricette degli sfidanti 
e qui tutte le sfide precedenti!



Dato che io mi sono innamorata anche di questi disegni ve li propongo , questo è il soufflé visto dalla Robi



Qui trovate tutti i visti dalla Robi!

Con questa ricetta partecipo al 100 % Gluten Free (Fri)Day 





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In questa preparazione ho utilizzato 


Tappeto da forno SILCOPAT 7

venerdì 21 marzo 2014

FARRO MANTECATO CON CREMA DI ZUCCA, FONDUTA DI FONTINA VALDOSTANA E LUGANÈGA ARROSTITA




All'assaggio questa ricetta mi ha subito entusiasmato, sarà che amo particolarmente la zucca , che il farro mi piace, che Beppe Maffioli mi incanta...sarà che il progetto DES mi ha davvero motivato e coinvolto...insomma sarà...anche per questo che  non vedevo l'ora di condividerla con voi !
Quest'inverno è stato particolare perchè ho avuto l'opportunità di seguire parecchi corsi , alcuni presso La scuola di Cucina intelligente del Magazzino Alimentare.
Corsi tutti davvero interessanti, che mi hanno avvicinato ancora di più al mondo della cucina, tenuti da professionisti qualificati, chef di alta cucina.
Tra questi un corso in particolare mi ha colpito, quello legato al progetto DES ed organizzato dal  GAL Gölem , in collaborazione con CastAlimenti.
Un progetto di educazione alimentare volto alla valorizzazione degli alimenti territoriali.
Gli incontri prevedevano la  compresenza di uno Chef, una dietista e di un esperto dell'alimento che di volta in volta veniva trattato. Tutti gli incontri, che si sono tenuti nella struttura messa a disposizione da CastAlimenti,  e mi hanno permesso di approfondire le metodologie per il miglior utilizzo dell'alimento, come non rovinarlo, come utilizzarlo in modo salubre.
Hanno cercato di trasmettere come realizzare i piatti e pasti percorrendo i passaggi necessari a garantire  la sicurezza delle preparazioni e utilizzare i prodotti  dell’agricoltura del territorio GAL, con particolare attenzione a: stagionalità di frutta, ortaggi ed erbe aromatiche, adeguato utilizzo di sale e grassi  nelle preparazioni, utilizzo di erbe aromatiche per limitare sale e grassi, impiego di alimenti di produzione prevalentemente tipica, locale e biologica, costruire menù equilibrati e sicuri.
Insomma un progetto davvero completo che ha visto sfilare dei  professionisti di eccellenza nel loro settore, tra questi lo chef Giuseppe Maffioli, del Ristorante Carlo Magno a Collebeato ( Bs) e anche docente di riferimento per la cucina in Cast Alimenti.
Insomma un personaggio di tutto rispetto...per mia fortuna ho in diverse occasioni assaggiato i suoi piatti e mi hanno sempre saputo stupire ed affascinare sia per la maestria con cui vengono proposti sia per il gusto sempre ben distinto dei vari alimenti che li compongono oltre che per l'attenzione anche al lato "salutisco" della ricetta sfruttando spesso le nuove tecnologie della vasocottura, delle cotture a basse temperature.
Ma veniamo al dunque (spero di non avervi annoiato!!) ...durante uno di questi incontri, dedicato alla cucina della montagna, ho assaggiato questo splendido farrotto. Vi inserisco a calce del post il link alla ricetta presentata dallo Chef e degustata con entusiasmo da tutti i presenti.
Qui invece vi riporto la mia versione , leggermente modificata, non perchè ve ne fosse bisogno ...anzi ...ma semplicemente perchè era mia intenzione adattarla al Bimby. L'uso della fontina valdostana e della luganèga invece è stato dettato dal voler provare abbinamenti diversi per capire come poter in qualche modo variare per riproporre il piatto anche in momenti in cui non sono disponibili gli ingredienti suggeriti dallo Chef.
Alcuni consigli: Per il procedimento Bimby le preparazioni è meglio farle in questo ordine:
Crema di zucca
Fonduta
Farrotto
Le prime due le potete anticipare anche di qualche ora e riscaldare semplicemente al momento dell'utilizzo, in questo modo vi sarà più semplice preparare il tutto.
Mentre il farrotto e la luganèga arrostita vanno cucinati al momento.
Potete inoltre preparare questa ricetta anche con il riso, ottimo quello semi integrale , in questo caso per la fonduta sostituite l'amido di riso,otterrete così  una versione senza glutine

FARRO MANTECATO CON CREMA DI ZUCCA, FONDUTA DI  FONTINA VALDOSTANA E LUGANEGA ARROSTITA

Ingredienti per 4 porzioni:

Per la crema :

300 g di zucca
50 g di porro
2 g di rosmarino
150 g di acqua
1 cucchiaino di dado vegetale

Procedimento con il Bimby:

Nel boccale inserire tutti gli ingredienti e cuocere: 100 ° C vel 2 per 10 minuti. Omogeneizzare a turbo e tenere da parte.

Per la fonduta:

200 g di latte fresco intero
20 g di burro
15 g di farina 00 (dovete utilizzare l'amido di riso per una versione SENZA GLUTINE !)
100 g fontina valdostana

Procedimento con il Bimby:

Nel boccale pulito tritare la fontina a vel 5 e mettere da parte
Mettere nel boccale il burro, il latte, la farina far cuocere:  8 min. 90° vel 1.
Aggiungere la fontina e mescolare a vel 4 finchè la fontina si è sciolta ed è diventata una crema morbida. Tenere da parte.

Per il farrotto:

2 cc Olio extra vergine  d’oliva
50 g di cipolla
350 g di farro (dovete utilizzare il riso per una versione SENZA GLUTINE !)
0,2 cc vino bianco
20 g burro
20 g grana padano DOP
750 g  brodo vegetale

Procedimento con il Bimby:

Stufare la cipolla con l’olio: 3 min. 100° C vel 4, mettere da parte.
Inserire nel boccale il farro, un po’ di olio e tostare: 3 min.100°C vel.soft ( mescolo) ANTIORARIO.
A 2 min sfumare con il vino bianco  aggiungendolo dal foro del coperchio e togliere il misurìno.
Coprire con il brodo vegetale  BOLLENTE, aggiungere la cipolla stufata e cuocere: 18 min.100°C vel.1 ANTIORARIO . 
Il farro necessita di una cottura più lunga rispetto al riso, questi tempi sono indicativi perché legati al tipo di farro utilizzato. Io ho comprato del farro perlato biologico e ho adeguato a questo i tempi di cottura.
(Per il TM21 - il vecchio modello del Bimby- ricordarsi di inserire la farfalla prima del riso)

Per la luganèga arrostita:

200 g di luganèga

Procedimento:

Rosolare la  luganéga ( privata della pelle e tagliata a piccoli pezzi) in un tegame caldo, quando inizia a colorare passarla in un colino per privarla del grasso in eccesso e tenere in caldo.
Preparare in una pirofila dei fiocchetti di burro, quando il farro  é cotto travasare immediatamente nella pirofila e aggiungere la crema di zucca. mantecare.
Porre una dose al centro del piatto , guarnire con la salamella arrostita e la fonduta di formaggio. Servire ancora caldo.





Qui trovate il file con la ricetta originale di Giuseppe Maffioli, e contente anche il procedimento classico.


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