Visualizzazione post con etichetta Spezie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Spezie. Mostra tutti i post

lunedì 17 marzo 2014

COSCE DI POLLO AL LIMONCELLO PROFUMATE ALLO ZENZERO

                     


                       E’ il gengiovo convenevole nei cibi e consumarsi nei condimenti.

Finalmente mi sono decisa a provare il limoncello di Capri Più, anche in una preparazione salata.
L'ho utilizzato per sfumare queste deliziose cosce di pollo al limone , profumate allo zenzero...posso dire che l'esperimento è riuscito! Sono da provare! L'abbinamento limone, zenzero e limoncello lo ripeterò sicuramente anche in altre occasioni perché dono al piatto un gusto davvero particolare...
A calce vi lascio alcune informazioni sullo zenzero , spezia molto utilizzata nella cucina orientale ma che negli ultimi anni possiamo trovare anche in numerose ricette nostre.

Ingredienti per 3/4 persone

2 cosce di pollo ( io ho usato delle cosce di pollo fantastiche , con tanto di sovracoscia , quindi di più non ne conteneva il boccale. Erano belle carnose ed abbondanti ,fate conto che pesavano 450 g , se invece usate quelle che solitamente si trovano nei supermercati potete metterne fino a sei!) 
200 g di brodo di carne ( o acqua e dado di carne Bimby!) 
2 limoni, il succo
30 g di limoncello Capri più per sfumare
Zenzero a piacere
Farina bianca , qb 
1 Scalogno 
50 g di olio
timo citrone ( se lo avete , diversamente potete ometterlo !) 

Procedimento con il bimby:
Inserire nel boccale lo scalogno : tritare a vel 7 
Aggiungere l'olio e soffriggere: 3 min a 100°C vel 2
Tagliare la radice di zenzero , dopo averla ripulita, a fettine sottilissime.
Infarinare leggermente le cosce e le sovra cosce.
Disporle nel boccale , appoggiate sulle lame , cuocere: 8 min 100°C vel soft / mescolo con antiorario.
Bagnare con il limoncello e lasciare evaporare, 2 min a varoma  vel soft / mescolo con antiorario.
Aggiungere lo zenzero, il succo di limone , il brodo di carne: 20 min 100°C vel soft / mescolo con antiorario.
NB: Il tempo é relativo al tipo di carne utilizzata essendo alla fine 4 pezzi grossi ( perché ho trinciato le sovra cosce dalle cosce!) necessitavano di una cottura prolungata rispetto alle coscette del super...) 
Verso fine cottura , controllate la densità del sugo e se necessario addensate a Varoma . 
Servire calde e irrorate dal sugo di cottura.


LO ZENZERO



Lo zenzero (Zingiber officinale Roscoe) è una pianta erbacea delle Zingiberaceae (la stessa famiglia del Cardamomo) originaria dell'Estremo Oriente che ha l'aspetto di una canna con grossi rizomi orizzontali tuberosi, molto aromatici e dal profumo simile a quello  di Limone e di Citronella.
Il nome Zingiber deriva dall'indiano Zingibil, ma la pianta ha tantissimi nomi volgari a seconda del paese ove viene coltivata; secondo alcuni etimologisti l'origine del nome Zingiber deriverebbe dall'Arabo Zind-schabil, che significa radice.
Il rizoma presenta in modo più pronunciato il sapore e l'aroma tipico che lo vedono ampiamente utilizzato come spezia, specie in forma essiccata e polverizzata, o fresco in fette sottili. Viene utilizzato anche  come stimolante della digestione. Note sono le sue proprietà benefiche .
Si ritiene che le proprietà medicinali dello Zenzero fossero già note alle antiche culture orientali, dove veniva utilizzato da solo o come componente di rimedi erboristici.
Da millenni caratterizza la cucina indiana e cinese  soprattutto presente in  piatti a base di carne, come condimento o in salse, nelle zuppe, nella birra o in altre bevande fermentate, per sciroppi , biscotti, tisane o per preparare un Curry .Questo grazie alle sue proprietà antiossidanti  che aiutano la  conservazione dei cibi che lo contengono
Il rizoma fresco, con l'ebollizione, consente la coagulazione del latte come altre sostanze di origine animale o vegetali (caglio)
Entra nella preparazione della bevanda analcolica nota come ginger ale e in una varietà del cioccolato modicano.
L’uso dello zenzero (“gengiovo”) nella manifattura dolciaria fiorentina di età medievale è attestato dalla sesta novella dell’ottava giornata del Decamerone
Galeno nel VI Libro dei Semplici descrive la radice importata dalla “Barbaria” .



Il medico-botanico senese Pietro Andrea Mattioli  nei sui Discorsi (contenenti la descrizione e le illustrazioni di circa 1200 specie di piante d'uso medicinale) scrive dello zenzero “gengiovo”:

Ha la facoltà di scaldare e di digerire
Il gengiovo è una pianta di due specie, che nasce per maggior parte nella Trogloditica Arabia.
Usano le sue fronde verdi in molte cose, nelle quali usiamo noi la ruta.
E’ il gengiovo convenevole nei cibi e consumarsi nei condimenti.

Il Mattioli inoltre attribuisce al gengiovo le stesse proprietà del pepe e  racconta che proviene dall’India , dove nasce così abbondantemente ed indica che può essere consumato secco oppure fresco, rammollito in acqua e conservato in sciroppo di zucchero.



Anticamente lo Zenzero era oggetto di numerosi commerci e lo si poteva trovare solo essiccato oggi .grazie alla  coltivazione diffusa in molti paesi con un clima caldo tropicale , è possibile trovarlo fresco anche nei nostri supermercati .  L'India, che da sola fornisce più del 35% della produzione mondiale, resta comunque il maggior produttore.

(Fonti Wikipedia e L'erboristeria, Discorsi )

lunedì 24 febbraio 2014

MARMELLATA DI MANDARINI E SPEZIE di Luca Montersino


Concedetemelo , le sue ricette sono un gradino sopra tutte le altre...sono una garanzia ...e replicandole fedelmente non sono mai andata incontro ad insuccessi !
Questa marmellata é fantastica! Forse un po' laboriosa ( spremere quattro chili di mandarini é impegnativo!) ma vi garantisco che vi leccherete i baffi!
Io ne ho fatta una versione con lo zucchero semolato e una con quello di canna , il Dulcita, sono venute entrambe ottime solo che mentre quella allo zucchero semolato ha mantenuto un color arancione vivo quella con lo zucchero di canna é risultata più scura. 
La foto ha colori naturali non é photoshoppata!!!
Questa ricetta non é presente sui libri di Luca ma proviene da un corso che ho fatto con lui...
Provatela e mi saprete dire!

Ingredienti

1.000 g  mandarini freschi
1.600 g mandarino succo ( ci vogliono anche 3/4 kg di mandarini per ottenerlo forse anche più !)
1.200 (io 1000) g zucchero semolato
300 g zucchero semolato
15 g pectina ( io frutta pec !)
40 g succo di limone
5 g cannella in stecche
3 g anice stellato
2 g vaniglia bourbon
2 g coriandolo
( queste spezie le trovate sfuse in erboristeria!)

Spremere tutti i mandarini per ottenere la quantità di succo necessario.
Bucherellare i mandarini ( 1000 g ) dopo averli accuratamente lavati .
Metterli a bollire in acqua leggermente salata per 20 minuti circa quindi scolarli e tagliarli a pezzi mantenendola buccia.
Raccogliere il tutto in una pentola ed unire lo zucchero ( 1.200 g io 1000 g ), mescolare la pectina con i rimanenti 300 g di zucchero e versare nella pentola unire anche il succo di mandarino. 
Portare il tutto a ebollizione ed aggiungere le spezie racchiuse in una garza. 
Coprire con pellicola a contatto a lasciar 'maturare' il composto per 12 ore a temperatura ambiente. 
A questo punto,  togliere la pellicola e rimettere  sul fuoco cuocere fino a circa 55° Brix (per chi possiede il rifrattometro, chi non lo avesse deve controllare la temperatura che deve essere 103°/104° C). Oppure fa fede la prova piattino : mettere un po' di marmellata su di un piattino se piegandolo la goccia se resta ben compatta e non 'sbava' significa che é pronta! 
Unire il succo di limone ed invasare bollente, chiudere le capsule e capovolgere.

ALCUNI CONSIGLI: spreme i mandarini per ottenere il succo richiesto é un bel lavoro! Non fatevi tentare di usare centrifughe o altro pena una marmellata amara!
Man mano venivano a galla io ho tolto tutti i semini.
Ho usato una sola busta di fruttapec per tutta questa quantità .
La pellicola DEVE ESSERE QUELLA PER COTTURA !solitamente é indicato sulla confezione anche la temperatura fino a cui possibile usarla.
Se non l'avete lasciate maturare coperta con un piatto grande .
Io le marmellate di agrumi le tengo molto morbide perché raffreddandosi si addensano parecchio.









giovedì 23 gennaio 2014

Eat Parade 2013....la ricetta più cliccata!

Non so se a voi capita, ma per me l'inizio dell'anno nuovo è sempre un periodo di riflessione e di bilanci sull'anno passato.Il 2013 per me è stato un anno davvero speciale perchè ho potuto   dedicarmi a quella che è la mia passione, sperimentare in cucina. L'apertura del blog a giugno è stata sicuramente un ulteriore spinta a cercare di migliorare...la strada è ancora lunga , ma oggi volevo condividere con voi quella che è stata la ricetta più visualizzata del blog, la ricetta più cliccata...quella che tutte voi avete preferito!
Da non credere...ma io lo sapevo già ...è un risotto!!! Perchè lo sapevo? Perchè il risotto è uno dei piatti che è più difficoltoso da fare con il nostro Bimby..e quindi è sempre tra le ricette più ricercate nel web...

E quindi rullo di tamburi...fiato alle trombe...ecco le ricetta più vista del 2013 con 5900 click!

RISOTTO ALLO ZAFFERANO E FUNGHI ....con il Bimby!



Il risotto nel Bimby é sempre uno scoglio, nel gruppo di Facebook spesso e volentieri raccolgo lamentele a proposito della mal riuscita di questo piatto. 
Già con la cottura tradizionale non é da tutti fare un buon risotto, e poi i gusti variano ...c'é chi lo preferisce all'onda , quindi molto morbido, chi invece lo preferisce più asciutto e poi i chicchi piccoli ...grandi....insomma tante le variabili... tanti i gusti da accontentare.
Nel Bimby é più difficile perché devi scegliere e dosare tutto prima , compresa la quantità di brodo...spesso si ha la sensazione di controllare poco l'esecuzione della ricetta e questo complica le cose. Da qui gli insuccessi che spesso si hanno.
Ho cercato di scegliere un risotto molto semplice, che tutti possono replicare, é una ricetta base  da cui partire per imparare a cuocere un risotto nel Bimby.
Le regole da seguire sono molto semplici e simili a quelle che normalmente seguiamo nella preparazione classica.
1) Il tempo di cottura del riso é sempre quello indicato sulla confezione ...meno i tre minuti della tostatura, quindi se sulla confezione sono indicati 15 min si deve cuocere per 12 min non di più.
2)  Il brodo deve essere bollente 
3) La quantità di brodo aggiunto é il doppio del riso più 100 g ( un misurino in pratica) 300 di riso sono 600+ 100 di brodo. Se preferite un risotto all'onda potete aumentare anche fino a 200 g  il brodo in più .
Alcuni suggerimenti in più : io cuocio rigorosamente con antiorario e misurino chiuso , al limite se mi sembra troppo morbido lo tolgo solo gli ultimi 5 min. Provate con un risotto classico e poi non smetterete più di farlo nel vostro Bimby!

RISOTTO FUNGHI E ZAFFERANO

Tempo di preparazione: TM31 21 min. 

Ingredienti:
(per 6 persone) 
500 g di riso, 
Funghi secchi di ottima qualità , q.b.
Zafferano
1 scalogno
30 g di burro o olio extravergine di oliva 
50 g di vino bianco secco 
1000 gr.di acqua bollente + un misurino ( 100/150 g)
2 cucchiai di dado Bimby ( di carne o vegetale ) 
1 noce di burro, sale q.b., 
parmigiano a piacere



Preparazione: 
Ammollare i funghi secchi in una ciotola di acqua calda.
Preparare il soffritto con lo scalogno e il burro : 3 min. 100° C vel 4. 
Inserire nel boccale il riso e tostare 3 min.100°C vel.soft ( mescolo) ANTIORARIO. A 2 min aggiungere il vino bianco dal foro del coperchio e togliere il misurìno.
Coprire con l'acqua BOLLENTE e insaporire con il dado: 14 min.100°C vel.1 ANTIORARIO . A 6 min dalla fine aggiungere i funghi ammollati e lo zafferano dal foro del coperchio .

(Per il TM21 - il vecchio modello del Bimby- ricordarsi di inserire la farfalla prima del riso)



Preparare una pirofila con fiocchetti di burro e abbondante parmigiano, quando il riso é cotto travasare immediatamente nella pirofila. Servire ancora caldo.
Questa volta ho scelto di servirlo in cestini di parmigiano .
Io semplicemente li preparo scaldando una pentola antiaderente sulla quale ho passato un pezzo di burro, metto 4/5 cucchiai di formaggio ben stesi , una volta dorato lo stacco e lo capovolgo su una tazza per dargli la forma. Per questo passaggio si deve essere veloci perché i cestino si indurisce in fretta e poi non sarebbe più possibile dargli la forma voluta.


CURIOSITA'

Il risotto e il risotto alla milanese, quello con lo zafferano e il midollo , sono praticamente sinonimi. Tanto che la nascita della cottura a risotto viene praticamente fatta coincidere con quella della ricetta conosciuta praticamente in tutto il mondo. 
La leggenda colloca la nascita del “riso alla milanese” in una data precisa: l'otto settembre 1574. Per quel giorno il mastro vetraio belga Valerio di Fiandra, che, al tempo, lavorava all'imponente cantiere del Duomo di Milano, aveva fissato le nozze di sua figlia. Tra le tante portate, fu servito un piatto a base di riso dorato, colorato con lo zafferano che era utilizzato anche nella tintura dei vetri della cattedrale. La preparazione, che voleva essere una burla, ottenne un grandissimo successo tra gli invitati che ne apprezzarono sia il sapore, sia il colore. Subito questo nuovo modo di preparare il riso si diffuse in tutta la città... in realtà fonti storiche più attendibili ci dicono che fino al 1700 non si parla di un risotto cucinato in questo modo e la tecnica predominante sembra essere la lessatura in acqua.
Per trovare una ricetta intitolata “riso giallo alla milanese” si deve arrivare al 1853 con la pubblicazione de Il Nuovo Cuoco Milanese del celebre cuoco meneghino Felice Luraschi. Gli ingredienti: burro, zafferano, midollo di bue e formaggio grana grattugiato.
Alla fine del 1800, Pellegrino Artusi include il “risotto alla milanese” ne La Scienza in cucina e l'arte del mangiar bene. Nella settima edizione del ricettario, sono presenti due “varianti sul tema”, una che non include il vino, l'altra che lo comprende insieme all'aggiunta di midollo, versione “più greve allo stomaco ma più saporita”.
Nel 1974, Anna Gosetti della Salda esce con Le ricette regionali italiane.
A proposito del Risotto alla milanese elenca i passaggi necessari, ma anche ciò che non va mai fatto: bandito il riso parboiled, la tostatura è obbligatoria, come anche la cipolla appassita, tolta o frullata successivamente, e l'aggiunta di midollo. Facoltativo il vino. Lo zafferano è contemplato in polvere o in stimmi. Infine, insostituibile è la mantecatura e immancabile la consistenza “all'onda”.
Il risotto è un prodotto tutto italiano che si è diffuso gradualmente in tutto il mondo per la sua flessibilità: infatti, pur identificandosi in un'unica tecnica cucinaria, si lascia modellare in infinite varianti, sempre originali e talvolta sorprendenti.
Alcuni maestri sono poi guidati dal genio dell'arte e riescono a realizzare dei veri capolavori.
Dall'inizio degli anni Ottanta, nei ristoranti italiani degli USA il risotto è divenuto il piatto più richiesto.
È del 1984 la moderna interpretazione di Gualtiero Marchesi “oro e zafferano” che, al risotto (Carnaroli) aggiunge, all'ultimo momento, quattro lamine finissime d'oro.
Il piú famoso attualmente è 'Zafferano e riso "D'O" 2009' (alla milanese), di Davide Oldani  
ricetta presentata a Identità Milano 2009 .

Fonti e approfondimenti:



Storia del risotto


Con questo post partecipo alla EAT PARADE 2013 di  Il mondo di Milla