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lunedì 23 marzo 2015

TORTINE SALATE CON SPINACI , PRIMO SALE E RICOTTA DI CAPRA per #MTC46



Era ora! Dopo 45 edizioni Flavia alias Elisa Baker ha vinto la sfida dell'MTC!!!
Lei una delle colonne portanti, presente fin dalla primissima edizione, assidua nel presentare le sue ricette sfida dopo sfida sfida se lo meritava proprio!
Le rinnovo i miei complimenti anche qui e come sempre ringrazio i giudici e tutta la redazione di questa imponente macchina di ricette, nozioni culinarie , tecniche di cucina, storia ecc.... che ogni mese da vita ad una sfida sempre più interessante.
Elisa (o Flavia ... tanto lei risponde comunque ...tanto è abituata a questa doppia personalità!) ha scelto come ricetta per  questo mese una pasta base della cucina che è la pasta brisée , ha condiviso con noi la ricette dello chef  Michel Roux.
Io ho scelto di riproporla in una versione senza glutine e senza lattosio, ma vi riporto pari pari , sia la ricetta in originale che la spiegazione di Elisa ...per cui se volete potete farla anche nella versione tradizionale.
La torta salata , o meglio le mini torte salate che ne sono  uscite,  sono "scariche" di  lattosio perchè nell'impasto base  non c'è burro animale ma vegetale  e nel ripieno ho utilizzato formaggi di capra che hanno proteine e grassi più digeribili rispetto a quelli a base di latte vaccino e parmigiano reggiano stagionato, privo di lattosio!! Quindi niente glutine, poco lattosio ....e come verdura non potevo che scegliere gli spinaci sopratutto perchè marzo è il mese in cui si cominciano a trovare freschi  sui banchi della frutta e verdura. Infatti pur essendo una verdura anche invernale è la primavera il periodo migliore per consumarli perchè in questa stagione si possono sfruttare tutte le loro proprietà : il sole e il caldo infatti fanno aumentare la concentrazione delle preziose sostanze antiossidanti in essi contenute.
A calce di questo posto vi lascio un po' di informazioni e curiosità su quest'ortaggio , avevo abbandonato la buona abitudine di inserire questi approfondimenti .... mi mancavano un po' e a voi?


TORTINE SALATE CON SPINACI , PRIMO SALE E RICOTTA DI CAPRA

Ingredienti per 6 mono porzioni

PASTA BRISÉE di Michel Roux

250 g di farina ( io senza glutine, riso integrale circa 150g, e 100 g farina per crostate senza glutine del molino della Giovanna)
150 g di burro ( io ho sostituito con del burro vegetale!)
1 cucchiaino di sale
Un pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo (io ho utilizzato due cucchiai di acqua ghiacciata )

Per il ripieno:

100 g primo sale di capra
250 g ricotta di capra
100 g di parmigiano reggiano stagionato
500 g spinaci cotti al vapore *
2 uova
noce moscata 
sale e pepe


Procedimento classico ( preso dal blog di di Flavia)

Versate la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungete il latte e incorporatelo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo fino all’uso.
La Pasta Brisée si conserva benissimo in un contenitore a chiusura ermetica, per una settimana in frigo e fino a tre mesi in freezer.


Procedimento con il bimby:

Preparare la brisée  di M.Roux

Versate nel boccale il burro molto freddo tagliato a pezzettoni, la farina , lo zucchero, il sale, l'uovo
Impastate 20 sec. vel. 4-5, dal foro del coperchio aggiungete i due cucchiai di acqua .
Avvolgete l’impasto nella pellicola e lasciarlo in frigo per 30  min. almeno ( meglio se tutta la notte per questa versione senza glutine)  prima di  utilizzarla. 

Preparare il ripieno:

Tritate il parmigiano 20 sec vel 5 con qualche colpo a turbo
Unitene 2/3 alle uova sbattute.
Aggiungete gli spinaci lessati  ,metà della ricotta a fiocchi.al composto e mescolate: 30 sec vel 2 
Stendete la pasta brisée con il mattarello fino allo spessore di pochi millimetri, dandogli la forma della vostra teglia.
Forate la base e coprite con un foglio di carta forno, aggiungete dei "pesi" (come  ceci o fagioli secchi) che serviranno ad evitare che l'impasto si gonfi in maniera disomogenea..
Cuocete “in bianco” nel forno alla temperatura indicata dalla ricetta 180°-190°C per il tempo necessario affinché la pasta si dori e sia quasi completamente cotta .
Sfornate e togliete i  pesi , la carta e rimettete in forno perché la pasta si asciughi e colori.
Distribuite sopra metà del composto preparato con gli spinaci , la restante ricotta a fiocchi ed una spolverata di noce moscata.
Spalmate l’altra metà di composto, aggiungete il primo sale  a pezzi, spolverate con il parmigiano e terminare con il pepe..
Infornate a 180° per altri 15 minuti, finchè il ripieno sarà cotto.
Lasciate raffreddare 5-10 minuti prima di mettere in un piatto di portata.


I MIEI CONSIGLI:

* Gli spinaci che ho utilizzato sono stati cotti al vapore (varoma). Ho riempito il boccale con 700 g di acqua, 1 cucchiaino da tè di dado vegetale. Poi ho pressato per bene ,la campana del varoma, con gli spinaci ho chiuso e fermato con un pesta carne: temperatura  varoma per 20 min vel 3.
Gli spinaci saranno molto verdi, cotti ma sostenuti in modo che dovendoli poi ricuocere non diventeranno mosci e manterranno una consistenza gradevole in bocca. 
In alternativa potete usare anche quelli surgelati, in questo caso però vi consiglio di insaporirli. Cuocete sempre nel Bimby, con una noce di burro e del dado vegetale per 10/15 min a varoma con antiorario vel 2 . Devono asciugarsi per cui se necessario proseguire con la cottura.
Per la cottura senza bimby potete stufare gli spinaci sia quelli freschi che quelli surgelati in una padella molto capiente con un po' di olio . insaporire solo alla fine. tenete sempre presente che quelli surgelati hanno maggior necessità di asciugare .
La mia brisée è senza glutine , ho utilizzato farina di  riso integrale e un mix di farine senza glutine del molino Dalla Giovanna . ho dovuto aumentare l'acqua perchè rimaneva troppo asciutta. Ma questo capita spesso con queste farine.
L’impasto deve risultare molto morbido, di più di quello classico quindi aumentare l’acqua se vi doveste accorgere che è troppo sodo. Questo impasto andrebbe fatto  riposare in frigorifero per una giornata intera. in modo che riesca ad acquisire una certa elasticità.
La pasta brisée ha un sapore neutro e una consistenza friabile., una volta cotta..
La scelta delle mono porzioni è stata dettata anche dal fatto che con l'uso di farine prive di elasticità si presenta comunque una maggior difficoltà nella stesura.








LO SAPEVATE CHE ... curiosità e storia degli spinaci!

Gli spinaci sono ortaggi particolarmente ricchi di vitamine antiossidanti e  minerali, tra cui potassio, fosforo, zinco.
Sono al 90% composti da acqua..e quindi adatti a chi segue un regime alimentare ipocalorico (24 calorie per 100 g di prodotto).
Comunemente associati alla figura di Braccio di ferro come porzione miracolosa e fonte di forza  in realtà non hanno un così alto contenuto di  ferro, anzi , Altri vegetali hanno un contenuto molto più alto di ferro (riferito a 100 grammi di alimento): lenticchie (9 mg di ferro ogni 100 gr), semi di girasole (8,9 mg), farina di soia (8,4 mg), ceci (6,7 mg/100 g).,i fagioli borlotti ad esempio ne contengono 3 volte di più..Infatti dei 2,9 milligrammi di ferro contenuti in 100 grammi di spinaci solo il 5% è assimilabile dal nostro organismo, e questo per la presenza di grandi quantitativi di acido ossalico che si lega al ferro rendendolo non assimilabile.
Hanno foglie lisce, arricciate e raccolte in una rosetta. Secondo le varietà le stesse possono assumere una forma triangolare o ovale e una lamina sottile o carnosa, i semi possono essere tondi o spinosi.
In cucina vantano decine di utilizzi. Quelli piccoli e teneri si possono consumare crudi in insalata , stufati ed  uniti a ricotta e uova si impiegano in torte salate, è possibile aggiungerli alle uova e farina per creare pasta fresca o spatzle, o alla  ricotta per il ripieno dei tortelli, oppure semplicemente spadellarli con burro e formaggio e servirli come contorno,o come farcia per un arrotolato di carne.
Gli spinaci vanno scelti con foglie di colore verde scuro, lucide, carnose e croccanti, e vanno lavati poco prima dell'utilizzo, molto accuratamente, dal momento che la forma delle foglie favorisce l'annidarsi di terra.
E' sconsigliabile tenerli in ammollo pena la perdita  di buona parte dei minerali, Il modo migliore per consumarli è crudi perché con la cottura perdono la metà delle sostanze nutrienti.
Le origini di Spinacia Oleracea (nome botanico della pianta degli spinaci) non sono certe, l'ipotesi più accreditata vuole che provenga dall'Asia Minore  dove era coltivata già dal 2000 a.c. Si diffuse poi in Cina e in Europa, e ad importarla  in Spagna sarebbero stati gli Arabi o i Crociati.
Il medico bolognese Baldassarre Pisanelli già nel 1583 scrive, nel suo "Trattato de' cibi et del bere",  di un' "erba nuova", ovvero sconosciuta agli antichi. La coltivazione degli spinaci in Italia può esser ricondotta al XIII-XIV secolo. La loro diffusione però divenne più ampia nelle cucine europee e americane solo verso la fine dell'800.
Un piccolo aneddoto: Caterina de’Medici, quando lasciò Firenze per andare in sposa a Enrico di Valois, futuro Re di Francia, portò con se alcuni cuochi in grado di cucinare in vari modi gli spinaci, la sua verdura preferita. Da allora nella cucina classica francese le preparazioni che richiedono un contorno di spinaci sono chiamate “à la florentine”
Non si puo' parlare di spianci senza citare il famoso eroe dei fumetti Popeye che per molti anni ,a partire da gennaio del 1929,  ha allietato con le sue avventure le letture di grandi e piccini .... lui e i suoi spinaci sono stati  l'incarnato della forza e della robustezza dovuti alla sana alimentazione nell'immaginario di molte generazioni , anche se (come scritto sopra) non è proprio così quest'ortaggio rimarrà per sempre legato allo storico personaggio dei fumetti che lo ha "pubblicizzato" così a lungo.










23 marzo 2015
Con questa ricetta partecipo alla sfida N° 46 di MARZO dell' MTChallenge. LA PASTA BRISÉE di MICHEL ROUX  è la sfida proposta da Flavia del blog CUOCICUCIDICI  Qui trovate tutte le ricette degli sfidanti e qui tutte le sfide precedenti!







Fonti per l'approfondimento:

http://www.alimentipedia.it/spinaci.htmlInformazioni bibliografiche

Dizionario Delle Origini Invenzioni E Scoperte: QUA - ZUI, Volume 4
Editore: Dalla Tipografia Di Angelo Bonfanti, 1831



venerdì 17 gennaio 2014

LINGUE DI SUOCERA SALE E PEPE


Penso che ormai tutte voi conosciate la mia passione per Luca Montersino, lo trovo un grande maestro, non solo per quanto riguarda la pasticceria, egli infatti é uno chef a 360 gradi e spazia con le sue preparazioni dal dolce al salato con una precisione una minuzia sia nell'esecuzione che nelle spiegazioni che mi lasciano sempre meravigliata.
Dal 1 di gennaio ALICE tv ha lasciato la piattaforma di Sky per passare al canale 221 sul digitale terrestre e ai canali 40 e 41 di TVSAT...( qui trovate le spiegazioni più dettagliate su come poter vedere i canali!) vi starete chiedendo perché vi scrivo questo ? Semplicemente per informarvi che potrete finalmente vedere gratuitamente  Luca all'opera !!!
Si perché i format di Peccati di Gola e Accademia Montersino verranno trasmessi in chiaro.
Non perdetevi questa grande occasione di seguire delle vere e proprie lezioni di cucina e di pasticceria, vi stupirete di quante cose non sappiate!!! Quindi preparate blocco e penna e mi raccomando non dimenticate di farmi conoscere  la vostra impressione!
La ricetta che condivido con voi oggi é tratta dal libro , uscito lo scorso anno, sulla pasticceria dolce e  salata senza glutine, Luca non utilizza i mix preparati che si trovano in commercio ma crea dei bilanciamenti di gusto tra farine di vario tipo ed introduce ingredienti un po' particolari .
L'ho già scritto in un altro post ma ricordarlo non fa male, la farina di lupino  ( che io ho inserito al posto di quella di soia tostata !) oltre ad essere priva di glutine aiuta ad abbassare l'indice glicemico del prodotto. Questa non é poca cosa visto che uno dei problemi dei prodotti con la farina di riso, gli amidi ecc é proprio questo, di avere un indice glicemico particolarmente elevato. Ha un gusto molto marcato quindi va sempre usata in quantità ridotte ma se vi capiterà di trovarla in qualche negozio bio provatela. É inoltre ricca di proteine e per questo é di aiuto nei lievitati senza glutine le cui farine hanno un tenore proteico bassissimo o nullo. Potreste ad esempio usarla anche in abbinamento ad una farina con poco glutine come quella di farro bianca , per arricchirla e renderla ancora più gustosa...ovviamente in questo caso  il prodotto non sarà però adatto ai celiaci!
Un altro ingrediente un po' strano é la Xantana una gomma dal grande potere addensante che si ottiene a partire dalla fermentazione dell'amido di mais da parte di ceppi naturali di un batterio presente nei cavoli: il batterio Xanthomonas campestris, purificato per estrazione con etanolo essiccato e macinato. Si presenta come una polvere color crema solubile in acqua ed insolubile in alcool e si tratta di un additivo utilizzato dall'industria alimentare per dare una consistenza solida e rendere i prodotti spalmabili oppure pastosi. Viene usata nei preparati di creme e budini ad esempio (fonte dal web)
Va da se che nei prodotti da forno senza glutine ( che é la parte elastica della farina!) la xantana aiuta a ricreare quella sorta di estensibilità di cui sono privi.
Per il resto degli ingredienti tutti prodotti noti...ma passiamo alla ricetta.

LINGUE DI SUOCERA SALE E PEPE 

Ingredienti

180 g * amido di mais ( maizena)
( io ho sostituito 50 g di amido  con il fumetto di mais )  
50 g  * fecola di patate
150 g  * farina di riso
7 g     * xantana( 1 cucchiaino da caffè e mezzo ) 
50 g  burro ( io ho messo l'olio evo)
7 g  sale
20  g  lievito di birra ( io ho messo 1 cucchiaino e mezzo di quello in granuli) 
250 g latte intero fresco
20 g zucchero semolato ( 20 g di malto di riso)
20  g * farina di soia tostata ( io ho messo la farina di lupino) 
Per la finitura:
150 g olio extra vergine d'oliva
10 g sale grosso
5 g pepe nero 
Origano q.b.

Totale peso impasto a crudo:     800 g 

Per l'impasto preparazione:

Con il Bimby:

Inserire tutti gli ingredienti insieme ,tranne il burro (o l'olio nel mio caso) , e lavorare per 10 sec a vel 4 . Appena l'impasto risulta liscio ed elastico unire , dal foro del coperchio , il burro in pomata ( o l'olio).

Tradizionale:

Impastare con la foglia tutti gli ingredienti insieme tranne il burro. Appena l'impasto risulta liscio ed elastico unire il burro in pomata.
Stendere l'impasto sul tavolo leggermente unto , io ho usato la carta forno unta e ho messo l'impasto tra due fogli , poi l'ho appiattito a rettangolo con il mattarello. 




Ho ricavato con la rotella   della pasta delle strisce larghe 1 /2 cm e le ho appoggiate direttamente in teglia. Mettere a lievitare in forno  a 30° C con umidità al 85 % per circa 1 ora. Ho lasciato la luce accesa del forno e inserito un pentolino di acqua bollente.


A questo punto ungere con olio e spolverare di sale grosso e pepe di mulinello, oppure origano.
Infornare a 220° C per circa 16 minuti.   

( ricetta di Luca Montersino  liberamente  tratta da "La pasticceria dolce e salata senza glutine" .
NB: con l'asterisco sono indicati i prodotti che potrebbero essere contaminati e per i quali si necessita una maggiore attenzione. Devono essere tutti prodotti certificati senza glutine con la spiga barrata)

Con questa ricetta partecipo al 100 % Gluten Free (Fri)Day 




Questa raccolta di ricette senza glutine è sempre attiva 
(le ricette sono tutte ben catalogate in fondo al post dell'evento )

venerdì 27 dicembre 2013

L'ALBERO DELLA GASTRONOMIA : Sei secca ... ma quanto sei buona!


In questi giorni di festa niente ricette per voi... Anche io mi riposo un po' ! Approfitto però per consigliarvi alcuni blog molto interessanti che vale la pena di conoscere o leggere...quello di oggi é nato da poco e si occupa sopratutto di storia del cibo...di come sono nate alcune usanze culinarie che ci accompagnano ...di come nella storia si siano evolute...di come nell'arte siano state rappresentate. Per le feste natalizie Aldo ci regala un bel post sulla frutta secca! Buona lettura e sopratutto buone feste!

L'ALBERO DELLA GASTRONOMIA : Sei secca ... ma quanto sei buona! (breve viaggio ...: In questo periodo in cui i giorni di festa si susseguono non mancano di certo le occasioni per consumare pranzi e cene con parenti e amici. ...

LETTURE INTERESSANTI...


Per chi ancora non lo sapesse è uscito da un mesetto circa il libro di Luca Montersino contenente tutte le ricette di "Accademia Montersino" , format di Alice tv ...
Ve ne consiglio l'acquisto, il costo 24,90 € , è modico se rapportato al contenuto.
Più di un centinaio tra ricette, tecniche di base , tecniche di cottura sia di cucina che di pasticceria ! Una lettura interessante ... un manuale di cucina da tenere sempre a portata di mano !
Buona lettura *Cri*



sabato 9 novembre 2013

MANZO ALL'OLIO O ALLA ROVATESE....la tradizione in cucina.


La storia del Manzo all’olio risale al XVI secolo, la prima ricetta di cui si ha memoria è quella presente nel ricettario di Donna Veronica Porcellaga (1554-1593).
Realizzato con tre ingredienti base: carne (scamone o cappello da prete), olio d'oliva e acciughe. Poi aglio, pane grattuggiato e verdure, è un piatto carico di storia e di cultura gastronomica. 
Tra i documenti del doge, nel periodo in cui Rovato, porta di accesso alla Franciacorta, faceva parte del dominio della Repubblica di Venezia, si legge che i mercanti liguri  portavano a questo mercato, uno dei più floridi sulla direttrice Milano- Venezia  i prodotti del loro territorio, acciughe e olio, ed a  questi ingredienti vennero poi aggiunte le verdure coltivate negli orti di casa e ovviamente la carne. 
Da questi pochi ingredienti si è tramandato per secoli la ricetta del Manzo all’olio o alla rovatese proprio ad indicarne le certe origini.
La particolarità del manzo all’olio è che non é mai esistita una ricetta codificata, unica, sono molteplici i modi di cucinarlo, pochi ingredienti base e poi ogni trattoria si fa vanto della propria ricetta ogni famiglia ha la sua ricetta tramandata all'interno della stessa di generazione in generazione.
Era ed è ancora il piatto della festa, dove ciascuno utilizza la sua carne, le sue acciughe, il suo olio e ha i tocchi segreti. 
Ne esiste anche una versione rivisitata, rinnovata nel pieno rispetto della tradizione proposta dallo chef Vittorio Fusari nel suo ristorante Dispensa pani e vini....vi lascerà sicuramente stupiti per il gioco cromatico e per la scomposizione del piatto : una base di spuma di patate con manzo cotto in sottovuoto...decorato con un acciuga e condito con olio e prezzemolo....gli ingredienti ci sono, il gusto anche ...certo non é proprio quello che uno si aspetta di trovare ...ma come ogni piatto di Fusari vale l'assaggio.
Nel 2002 i ristoratori di Rovato,  hanno creato un Consorzio proprio a tutela della tradizionale ricetta, ed in seguito è nato anche  il “Mese del manzo all’olio”.
Il mese di novembre è infatti caratterizzato dalla valorizzazione del piatto, in questo periodo i ristoratori propongono menù e variazioni del manzo all’olio, per permettere ad appassionati e curiosi amanti della cucina di assaporare il loro piatto tipico.
Sul sito di Rovato ho trovato trascritte tre ricette , di cui una della seconda metà dell'Ottocento tramandata dal ragionier Alessandro Vitali.ho pensato di adattarla al Bimby che ben si presta alle cotture stufate, mantenendo grazie alla temperatura costante la carne molto tenera.
Vi trascrivo la ricetta originale , così come riportata sul sito e poi la mia ricetta Bimby.

Ingredienti:

Carne bovina (cappello del prete o similare) da 1 kg in su, prezzemolo fresco, aglio, acciughe (possibilmente conservate sotto sale in barili), capperi, olio d'oliva, acqua, sale (poco o niente), pan grattato (eventuale).

Preparazione:

In un recipiente capace ponete a freddo la carne, ricopritela con pari quantità d'olio d'oliva e acqua aggiungendo un paio d'acciughe tagliate a pezzetti. Fate cuocere a fuoco medio per due ore e mezza secondo la quantità di carne.
A fine cottura togliete la carne dalla pentola e posatela su un tagliere in attesa che si raffreddi, intanto preparate un pesto con il prezzemolo, l'aglio, le acciughe spinate e pulite, i capperi, aggiungendo il tutto al sugo rimasto, facendolo amalgamare per alcuni minuti a fuoco lento. Se risultasse troppo liquido potrete aggiungere uno o due cucchiai di pan grattato per addensarlo un po'. Tagliate poi la carne a fette uguali ponendole distese nella pentola e copritele con il sugo. Lasciate riposare per alcune ore, o meglio anche fino al giorno dopo. Fate poi riscaldare e servite, accompagnando il piatto con abbondante polenta.


Ingredienti:

1000 gr. di cappello del prete,
un bicchiere di olio e.v. di oliva,
3/4 acciughe,
1 cucchiaio di  capperi,
1 spicchio d'aglio
Prezzemolo tritato
Sale e pepe q.b. (io ho usato il dado vegetale Bimby)
Pangrattato, 1 cucchiaio
Grana padano grattugiato , 1 cucchiaio ( facoltativo) 

Procedimento nel Bimby:

Inserire nel boccale capperi, acciughe, olio e appoggiare sulle lame la carne.
Aggiungere l’acqua fino ad arrivare a livello della carne e aggiustare di sale e pepe e appoggiare sulla carne uno spicchio di aglio intero.
Cuocere: 50 min. temp. Varoma, Antiorario, vel. Soft. Girare la carne e cuocere gli altri 50 min. temp. Varoma, Antiorario, vel. Soft.
Al termine controllare la  cottura, e togliere la carne. Aggiungere il prezzemolo tritato al sugo e se fosse troppo liquido cuocere ancora  5/10 min. a Varoma, aggiungere un cucchiaio di pan grattato, omogeneizzare il sugo ristretto: 10 sec. Vel. 8. 
Tagliare la carne a fette e coprirla con il sughetto. 
Lasciare riposare e riscaldare al momento di servire.
Come tutte le carni stufate, anche il manzo alla rovatese guadagna in gusto con il riposo.
Ottimo accompagnato con patate e polenta.

Consiglio: Se come contorno volete fare il purè mette nel recipiente del varoma le patate tagliate a rondelle quando girate la carne.
Una volta tolta la carne sciacquare il boccale ed Inserire  la farfalla, le patate cotte , latte caldo (300g per 1 kg di patate)  sale, formaggio grattugiato e un pezzetto di burro e montare 30 sec. Vel.3, Potete se necessario cuocere ancora  per 5 min a 90° vel 3.


Fonti:
http://itineraribrescia.it/prodotto/il-manzo-all-olio-di-rovato/

http://www.rovato.it/manzo.htm

http://www.dispensafranciacorta.com

martedì 5 novembre 2013

CAVOLFIORI & BROCCOLI & VERZA le piante miracolose...


Tutti dovremmo seguire l’esempio di Perpetua, che, in un vivo e umoristico quadretto dei Promessi sposi, se ne torna dall’orto di don Abbondio  "con un gran cavolo sotto il braccio".
Questo ortaggio ha meritato per secoli l'appellativo di " medico dei poveri " infatti gli antichi lo usavano come panacea per curare qualsiasi tipo di malattia,
Già i romani ne facevano largo uso tanto che Plinio il Vecchio, nel I secolo dell'era cristiana, lo definiva la pianta miracolosa che aveva permesso ai Romani di fare a meno dei medici per oltre sei secoli.
Piante erbacee annuali appartenenti alla famiglia delle cruciferee i cavoli , coltivati da più di 4.000 anni in tutto il mondo, possono contare su almeno 100 varietà, che si distinguono per colore, forma e dimensione: tutte però hanno gli stessi valori nutritivi e medicinali. La maggior parte delle proprietà del cavolo, attribuitegli dalle popolazioni antiche , é  stata oggi confermata da numerosi studi scientifici.
Il cavolo è ricco di zolfo, sodio, fosfati di calcio, potassio, magnesio, vitamina A, B1, B2, C e favorisce la produzione di emoglobina: può essere quindi consumato da chi ha problemi di anemia. 
Contiene il gefamato un sostanza che é un rimedio  del tutto naturale che neutralizza gli acidi e rinforza la mucosa gastrica.Le sue proprietà emollienti, diuretiche, cicatrizzanti, depurative e curative dell'apparato respiratorio ne fanno un tesoro della natura e un ottimo rimedio contro piccoli e grandi disturbi. Unica controindicazione é per chi soffre di ipotiroidismo proprio  perché le cruciferee sono ricche di isotiocianati.



Quando si acquista un cavolo bisogna prestare attenzione all'aspetto , é molto importante che le foglie siano fresche, non ingiallite né avvizzite. Per la conservazione bisogna evitare la vicinanza con le mele, che ricche di etilene, nel volgere di pochi giorni, potrebbero far ingiallire ed appassire le foglie del cavolo.Questo ortaggio può  essere consumato sia crudo sia cotto, anche se con la cottura si riduce notevolmente la quantità piuttosto alta di vitamina C,in esso contenuta. 
I broccoli crudi sono quindi da preferire a quelli cotti, poiché anche gli enzimi sono sensibili al  calore sono quindi da preferire brevi cotture a vapore (5 minuti circa), che risultano essere meno dannose rispetto alla bollitura.
Sapevate che anche la lunga masticazione di questi vegetali aiuta a rendere maggiormente disponibili i loro enzimi benefici?
Una preparazione particolare di questo ortaggio consiste nella lavorazione delle foglie, con cui si ottiene il cosiddetto "cavolo acido" (i crauti), molto popolare nei paesi dell'Europa del nord. 
Per limitare l'odore caratteristico, che si produce durante la cottura, causato dall'alto contenuto di zolfo, si può utilizzare la pentola a pressione, oppure aggiungere aceto o limone nell'acqua di cottura.
La cottura nel Bimby proprio perché non supera mai i 100° C preserva maggiormente i benefici di questi ortaggi, ottime le vellutate e la cottura a varoma.
Quest'oggi volevo proporvi una ricetta della nonna, che mia suocera faceva spesso proprio con le foglie del cavolo, la Pola sens os ( Pola senza ossa) , ho cercato in vano nel web qualcosa a proposito di questa preparazione , ma nulla da fare e mio marito non mi ha saputo dare spiegazioni dettagliate rispetto alle origini di questa ricetta, lui ne va ghiotto e quindi ho deciso di provare a prepararla nel Bimby.
Il gusto finale richiama vagamente le cime di rapa stufate , va servita come contorno ma a me piace molto anche sul pane abbrustolito accompagnata con del primo sale .

POLA SENS OS ( Pola senza ossa) 



Ingredienti:

1litro di acqua
300 g di foglie di cavolo ripulite dalla parte bianca, e tagliate a listarelle molto sottili.
1 cucchiaio di aceto bianco
40 g di olio evo ( extravergine di oliva) 
1 spicchio di aglio 

Procedimento nel Bimby: 

Scaldare l'acqua : 7 min 100 gradi vel 2
Inserire  le foglie a listarelle sottili nell'acqua bollente.
Cuocere per 10 min almeno a 100 gradi antiorario vel 2
Scolare aiutandosi con il cestello.
Tritare finemente  a vel 6/7 per 20/30  sec.
Mettere da parte.
Nel boccale inserire l'aglio tritare a vel 6 per 5 sec, aggiungere l'olio e soffriggere : 3 min a 100 gradi vel 2.
Aggiungere le foglie tritate, insaporire con il dado vegetale e cuocere 10 min a 100 gradi vel 2 , a 5 min inserire dal foro del coperchio 1 cucchiaio di aceto bianco e togliere il misurìno.


Procedimento tradizionale:

Lessare le foglie del cavolfiore , ripulirle dalle coste e tritarle finemente come il prezzemolo.
Scaldare in una padella, l'olio, l'aglio e aggiungere le foglie tritate.
Insaporire , aggiungere un cucchiaio di aceto , salare e se occorre cuocere ancora per una decina di minuti.




Proprietà ed utilizzo:
Rimedi naturali


Curiosità




Un sito a loro dedicato: 

domenica 6 ottobre 2013

TORTA DI ROSE di Luca Montersino



La torta di rose è un dolce lievitato che vanta antiche e nobili origini. 
La storia vuole che questo dolce fosse diffuso nella corte dei Gonzaga e che fu servito per la prima volta in occasione del matrimonio di Isabella d’Este con il marchese Francesco II. Nel 1490, alla corte dei Gonzaga, giunse, Isabella d'Este promessa sposa.
Per onorare gli ospiti ferraresi si fece festa con molto sfarzo; vennero imbanditi sontuosi banchetti con le prelibatezze della splendente cucina rinascimentale mantovana. In occasione di quelle feste, per rendere omaggio a colei che sarà definita la "First Lady" del Rinascimento, si ideò la Torta delle Rose, un dolcissimo fiore che non aveva eguali nelle corti d'Europa.
Isabella ne fu a tal punto incantata che, in seguito, si narra predisponesse favorevolmente l'animo dei suoi ospiti con una rosa ancora calda di forno. 
La torta ebbe un tale successo che in brevissimo tempo si diffuse in tutto il territorio mantovano e bresciano, in seguito.
Questa è una torta di pasta brioche con una ricca farcitura di burro e zucchero , che le conferisce un sapore caratteristico.
Il suo nome deriva dal fatto che , dall’unione delle girelle che nascono quando si taglia l’impasto farcito e arrotolato, si ottiene un dolce che sembra formato proprio da tante rose.
La sua ricetta é stata tramandata nei secoli ed é arrivata praticamente immutata fino ai giorni nostri. Il suo segreto sta nella pazienza! Per farla non bisogna avere fretta, si deve saper aspettare ...

Io faccio questa torta da ormai tantissimi anni, prima utilizzavo una ricetta passatami da mia cognata poi ho provato questa versione di Luca, ed é diventata il mio cavallo di battaglia! 
Anche se questa torta mi crea sempre un po' di ansia ...perché ho sempre paura che non lieviti ...tanto che , un po' anche per scaramanzia, faccio sempre una seconda torta di riserva.

Ingredienti

Per la pasta brioche: 

500 g di farina 400 w ( è abbastanza simile alla Manitoba del supermercato)
80 g di latte intero fresco 
15 g di lievito di birra ( o 160 g di lievito madre) 
180 g di uova 
70 g di zucchero semolato
15 g di miele
8 g di rhum
190 g di burro morbido (io ne ho usato 120 g)
8 g di sale
2 gr di scorza di limone (1 limone) grattugiata
1/2 baccello di vaniglia

Per la farcia:

100 gr di burro morbido
100 gr di zucchero a velo
5 gr di rhum
vaniglia
50 g  di zucchero bucaneve per spolverare.

Procedimento nel Bimby:

Per la pasta brioche:

Mettere lo zucchero e la scorza di limone , polverizzare 20 sec vel 10. Aggiungere il lievito, il latte, il miele, le uova e la farina. Impastare a spiga per 2 min . Quando l'impasto si é formato a palla ( Se in corso d'opera notate che l'impasto è troppo secco, non abbiate paura di aggiungere altro latte, io, infatti ne ho aggiunto circa un misurìno in più) azionare la spiga senza tempo e aggiungere il burro a fiocchi dal foro del coperchio, poco per volta e aspettare che venga assorbito dal l'impasto . 
Al termine aggiungere gli aromi ( vaniglia e rum ) e il sale. 

Per la farcia:

Nel frattempo preparate la crema al burro, inserire nel boccale lo zucchero  e la vaniglia, polverizzare 10 sec a Turbo, aggiungere il burro in pomata e il rhum  lavorare a vel 4 fino ad ottenere una crema bianca.

Procedimento tradizionale ( su Croissant e biscotti pag 108)

Impastare nella planetaria attrezzata con il gancio ( o nell'impastatrice) la farina, il latte, il lievito di birra ( o quello madre) , le uova, il miele e lo zucchero semolato.
Quando l'impasto é ben liscio , elastico ed omogeneo , incorporate poco alla volta il burro in pomata e , quando anche quest'ultimo é assorbito , completate con il rhum , il sale e gli aromi ( limone e vaniglia) . Lasciate raffreddare bene in frigorifero coprendo l'impasto con un telo di nylon ( pellicola).
Nel frattempo preparate la crema al burro, sbattendo insieme il burro in pomata con lo zucchero a velo, il rhum e la vaniglia fino a ottenere una crema bianca.


Composizione: 

Togliere l'impasto dal frigorifero e stenderlo fino a dargli uno spessore di 2,5 mm.
Tagliate un quadrato di 50 cm per lato , spalmatevi sopra la crema di burro e zucchero e arrotolatelo per ottenere un cilindro. Fate raffreddare nuovamente quindi tagliatelo  a rondelle dello spessore di 3 cm. Disponete le rondelle in una tortiera da 18 cm di diametro ( 8 rondelle per ogni tortiera!) . Fate lievitare fino al raddoppio del loro volume 



quindi mettete in forno a 180 C per 20-25 min. A fine cottura lasciate raffreddare bene , togliete dallo stampo e spolverizzate con lo zucchero velo bucaneve.

Alcune note: 

Il  lievito madre, come per tutti i lievitati ricchi di burro e uova, deve essere ben maturo,
e deve avere avuto almeno 3 rinfreschi consecutivi a distanza di tre ore l'uno dall'altro.L'ultimo rinfresco deve essere stato fatto non più di 3 ore prima dell'utilizzo.
Quindi solitamente , quando decido di farla inizio al mattino, del giorno precedente, con i rinfreschi in modo che riesco ad impastare a metà pomeriggio la pasta brioche.
Per quanto riguarda il riposo dell'impasto , Io solitamente lo lascio in frigorifero anche 2 ore ma mi riferisco sempre ad un'impasto con lievito madre.
Per quanto riguarda le rose/rondelle , vanno ben sigillate nella parte terminale in modo che il burro non fuoriesca in cottura. 
Solitamente io utilizzo una tortiera di 26 cm e ricavo 8 rose grandi , e vi consiglio di mettere sul fondo di  quest' ultima un foglio di carta forno. Le rose devono essere ben distanziate le une dalle altre perché poi lievitando si uniranno.
Io le lascio lievitare a campana ( coperte da un contenitore molto grande in un ambiente tiepido (va benissimo il forno spento con la sola luce accesa) per tutta la notte a volte servono dalle 12 alle 14!

Fonti:
per la storia Forum città di luce


lunedì 16 settembre 2013

PASSATA DI POMODORO


Quest'anno la maturazione di frutta e verdura si é tutta posticipata di un paio di settimane raro infatti é trovare ancora così tante pesche ed albicocche in questo periodo.
Lo stesso vale per i pomodori da passata e così  é  ancora possibile preparare la salsa di pomodoro per l'inverno.
Lo sapevate che le prime tracce della preparazione di tale salsa si trovano nel "Cuoco galante" di Vincenzo Corrado del 1778, anche se non veniva ancora associata alla pasta o alla pizza. Solo più tardi infatti si inizierà ad utilizzarla come condimento. Per la versione moderna della salsa si deve arrivare all' Artusi.
Come tutti gli anni io la preparo con il Bimby e devo ammettere che oltre alla praticità e al notevole risparmio di tempo e fatica viene proprio buona.
É un po' diversa rispetto a quella tradizionale perché nel procedimento classico vengono eliminati sia la buccia che i semi , qui invece vengono frullati, ma vi garantisco che non ho mai avuto problemi di eccessiva acidità o conservazione.
Importante é frullare i pomodori a vel 6/7 prima di cuocerli , ed eventualmente se la si preferisce cremosa , frullarla ancora un po' a vel 8 dopo circa 10 minuti di cottura. Tutto ciò per evitare di trovarvi con una salsa di colore arancione anziché rosso intenso, infatti cuocere i pomodori a pezzi e poi frullarli a cottura ultimata vi darà una salsa si vellutata ma color carota.
Altra accortezza da prendere é di non superare le dosi indicate, il rischio é di raccogliere salsa ovunque.
Coprite inoltre il coperchio con il cestello , in tal modo potrete togliere il tappo misuratore ed evitare che il pomodoro schizzi ovunque.

Una volta terminata la passata ed imbottigliata, se dovete procedere con altre dosi potete tranquillamente non lavare il boccale. Per il coperchio invece io consiglio un risciacquo veloce anche senza asciugare ma che evita che il residuo di passata si cuocia nuovamente e si incrosti in modo tale da rendere poi difficile la pulizia del coperchio.
Due parole sulla sterilizzazione. 
In generale, tutti i cibi conservati che non vengono fatti cuocere e che hanno un basso grado di acidità (pH sopra il 4,6), possono costituire un ambiente adatto alla crescita del botulino. La tossina botulinica è stata ritrovata in alimenti molto diversi come mais in scatola, peperoni, fagiolini, melanzane, barbabietole, funghi, spinaci, olive, tonno, paté, affettati sotto vuoto, pesce conservato e mascarpone. 
La passata di pomodoro COTTA come le confetture non é sicuramente uno dei conservati a rischio botulino, l'acidità naturale del pomodoro la preserva dalla contaminazione di questo pericoloso batterio però é sempre meglio non rischiare ed inoltre resta il pericolo delle muffe. Quindi é molto importante seguire le piú elementari norme igieniche e operare le opportune sterilizzazioni.
É necessario sterilizzare i vasi utilizzati per invasare e comprare sempre tappi nuovi. 
Per la sterilizzazione dei vetri potrete optare per la bollitura o per il forno a microonde , l'importante é eseguirla. Io poi personalmente invaso la passata bollente, chiudo il tappo e capovolgo . Lascio raffreddare i vasi coperti ( con una coperta di lana!) a testa in giù  e una volta pronti li capovolgo, li etichetto e li ripongo in dispensa.
In tanti anni non ho mai avuto problemi proprio perché sterilizzo per bene i vasi ed uso tappi nuovi, ma se volete essere più tranquilli bollite nuovamente i vasi pieni e lasciateli raffreddare nell'acqua di bollitura. Tenete comunque presente che questi sistemi non scongiurano il rischio di botulino, mentre sono efficaci per tutte le altre muffe.
Vi consiglio a tal proposito la lettura di questo articolo:Verità e bufale sul botulinismo in cucina( sito della Fondazione Veronesi )


Ingredienti per 2 bottiglie da 500 ml

1500 g di San Marzano a polpa soda e belli maturi
1 cucchiaino da tè di sale marino integrale di Trapani
1 cucchiaino di zucchero
Qualche foglia di basilico

Mettere i pomodori a pezzi nel boccale , 5/6 sec a vel 6
Aggiungere il sale e lo zucchero, cuocere 30 min a varoma  vel 2.
Appoggiare sul coperchio il cestello capovolto per evitare gli schizzi.
Se é sufficientemente densa travasare in vasi di vetro sterilizzati , chiudere, con tappi nuovi, e capovolgere . Lasciare fino a raffreddamento poi etichettare e riporre in dispensa. 
A piacere potete aggiungere qualche foglia di basilico e un pizzico di peperoncino.



giovedì 29 agosto 2013

RISOTTO ALLO ZAFFERANO E FUNGHI ...con il Bimby


Il risotto nel Bimby é sempre uno scoglio, nel gruppo di Facebook spesso e volentieri raccolgo lamentele a proposito della mal riuscita di questo piatto. 
Già con la cottura tradizionale non é da tutti fare un buon risotto, e poi i gusti variano ...c'é chi lo preferisce all'onda , quindi molto morbido, chi invece lo preferisce più asciutto e poi i chicchi piccoli ...grandi....insomma tante le variabili... tanti i gusti da accontentare.
Nel Bimby é più difficile perché devi scegliere e dosare tutto prima , compresa la quantità di brodo...spesso si ha la sensazione di controllare poco l'esecuzione della ricetta e questo complica le cose. Da qui gli insuccessi che spesso si hanno.
Ho cercato di scegliere un risotto molto semplice, che tutti possono replicare, é una ricetta base  da cui partire per imparare a cuocere un risotto nel Bimby.
Le regole da seguire sono molto semplici e simili a quelle che normalmente seguiamo nella preparazione classica.
1) Il tempo di cottura del riso é sempre quello indicato sulla confezione ...meno i tre minuti della tostatura, quindi se sulla confezione sono indicati 15 min si deve cuocere per 12 min non di più.
2)  Il brodo deve essere bollente 
3) La quantità di brodo aggiunto é il doppio del riso più 100 g ( un misurìno in pratica) 300 di riso sono 600+ 100 di brodo. Se preferite un risotto all'onda potete aumentare anche fino a 200 g  il brodo in più .
Alcuni suggerimenti in più : io cuocio rigorosamente con antiorario e misurìno chiuso , al limite se mi sembra troppo morbido lo tolgo solo gli ultimi 5 min. Provate con un risotto classico e poi non smetterete più di farlo nel vostro Bimby!

RISOTTO FUNGHI E ZAFFERANO

Tempo di preparazione:TM31 21 min. 

Ingredienti:
(per 6 persone) 
500 g di riso, 
Funghi secchi di ottima qualità , q.b.
Zafferano
1 scalogno
30 g di burro o olio extravergine di oliva 
50 g di vino bianco secco 
1000 gr.di acqua bollente + un misurino ( 100/150 g)
2 cucchiai di dado Bimby ( di carne o vegetale ) 
1 noce di burro, sale q.b., 
parmigiano a piacere



Preparazione: 
Ammollare i funghi secchi in una ciotola di acqua calda.
Preparare il soffritto con lo scalogno e il burro : 3 min. 100° C vel 4. 
Inserire nel boccale il riso e tostare 3 min.100°C vel.soft ( mescolo) ANTIORARIO. A 2 min aggiungere il vino bianco dal foro del coperchio e togliere il misurìno.
Coprire con l'acqua BOLLENTE e insaporire con il dado: 14 min.100°C vel.1 ANTIORARIO . A 6 min dalla fine aggiungere i funghi ammollati e lo zafferano dal foro del coperchio .

(Per il TM21 - il vecchio modello del Bimby- ricordarsi di inserire la farfalla prima del riso)



Preparare una pirofila con fiocchetti di burro e abbondante parmigiano, quando il riso é cotto travasare immediatamente nella pirofila. Servire ancora caldo.
Questa volta ho scelto di servirlo in cestini di parmigiano .
Io semplicemente li preparo scaldando una pentola antiaderente sulla quale ho passato un pezzo di burro, metto 4/5 cucchiai di formaggio ben stesi , una volta dorato lo stacco e lo capovolgo su una tazza per dargli la forma. Per questo passaggio si deve essere veloci perché i cestino si indurisce in fretta e poi non sarebbe più possibile dargli la forma voluta.


CURIOSITA'

Il risotto e il risotto alla milanese, quello con lo zafferano e il midollo , sono praticamente sinonimi. Tanto che la nascita della cottura a risotto viene praticamente fatta coincidere con quella della ricetta conosciuta praticamente in tutto il mondo. 
La leggenda colloca la nascita del “riso alla milanese” in una data precisa: l'otto settembre 1574. Per quel giorno il mastro vetraio belga Valerio di Fiandra, che, al tempo, lavorava all'imponente cantiere del Duomo di Milano, aveva fissato le nozze di sua figlia. Tra le tante portate, fu servito un piatto a base di riso dorato, colorato con lo zafferano che era utilizzato anche nella tintura dei vetri della cattedrale. La preparazione, che voleva essere una burla, ottenne un grandissimo successo tra gli invitati che ne apprezzarono sia il sapore, sia il colore. Subito questo nuovo modo di preparare il riso si diffuse in tutta la città... in realtà fonti storiche più attendibili ci dicono che fino al 1700 non si parla di un risotto cucinato in questo modo e la tecnica predominante sembra essere la lessatura in acqua.
Per trovare una ricetta intitolata “riso giallo alla milanese” si deve arrivare al 1853 con la pubblicazione de Il Nuovo Cuoco Milanese del celebre cuoco meneghino Felice Luraschi. Gli ingredienti: burro, zafferano, midollo di bue e formaggio grana grattugiato.
Alla fine del 1800, Pellegrino Artusi include il “risotto alla milanese” ne La Scienza in cucina e l'arte del mangiar bene. Nella settima edizione del ricettario, sono presenti due “varianti sul tema”, una che non include il vino, l'altra che lo comprende insieme all'aggiunta di midollo, versione “più greve allo stomaco ma più saporita”.
Nel 1974, Anna Gosetti della Salda esce con Le ricette regionali italiane.
A proposito del Risotto alla milanese elenca i passaggi necessari, ma anche ciò che non va mai fatto: bandito il riso parboiled, la tostatura è obbligatoria, come anche la cipolla appassita, tolta o frullata successivamente, e l'aggiunta di midollo. Facoltativo il vino. Lo zafferano è contemplato in polvere o in stimmi. Infine, insostituibile è la mantecatura e immancabile la consistenza “all'onda”.
Il risotto è un prodotto tutto italiano che si è diffuso gradualmente in tutto il mondo per la sua flessibilità: infatti, pur identificandosi in un'unica tecnica cucinaria, si lascia modellare in infinite varianti, sempre originali e talvolta sorprendenti.
Alcuni maestri sono poi guidati dal genio dell'arte e riescono a realizzare dei veri capolavori.
Dall'inizio degli anni Ottanta, nei ristoranti italiani degli USA il risotto è divenuto il piatto più richiesto.
È del 1984 la moderna interpretazione di Gualtiero Marchesi “oro e zafferano” che, al risotto (Carnaroli) aggiunge, all'ultimo momento, quattro lamine finissime d'oro.
Il piú famoso attualmente è 'Zafferano e riso "D'O" 2009' (alla milanese), di Davide Oldani  
ricetta presentata a Identità Milano 2009 .

Fonti e approfondimenti:






mercoledì 28 agosto 2013

VITELLO TONNATO...la cucina regionale


Il vitello tonnato (vitel tonnà o vitel tonnè in piemontese) è un antipasto tipico della cucina del Piemonte.
Sono varie le città piemontesi che vantano la paternità di questo piatto, ma quelle in cui si può degustare il vitello tonnato più tradizionale d'Italia sono due cittadine in provincia della "Provincia Granda" (Cuneo) : Alba e Garessio.



Come spesso accade per le ricette della tradizione, le origini si perdono nella notte dei tempi, infatti il passaggio di queste preparazioni veniva affidato per lo più a racconti orali. Certo é che le prime versioni non avevano nulla a che vedere con il Vitello Tonnato che serviamo oggi sulle nostre tavole. 
Sembra che nel settecento accanto alla versione fredda ne esistesse addirittura una calda.
La preparazione fredda tipicamente estiva era a base di carne marinata, lessata ed affettata e veniva accompagnata da un'emulsione ottenuta con il fondo di cottura. Nella preparazione calda, tipicamente Invernale, invece, la carne era arrostita, affettata e servita con la salsa di cottura addensata (spesso con farina) e deglassata con succo di limone.
Nel libro "La cucina degli stomachi deboli" più volte edito nel 1800, la ricetta ha tre varianti. 
Alla fine dell'ottocento risale la prima ricetta "ufficiale" scritta che appare  tra i Rifreddi dell'opera del Pellegrino Artusi "La Scienza in cucina e l'arte del mangiar bene".
Vi trascrivo per curiosità la ricetta presente sul libro dell'Artusi, anche se chiamarla ricetta é riduttivo sembra una poesia ...voi che ne pensate? 


Ai giorni nostri il Vitello tonnato , per definirsi tale deve avere le seguenti caratteristiche:
1) Deve essere preparato con uno specifico taglio di carne (il girello di Fassone piemontese ) marinato nel vino bianco secco e aromi (carota, sedano, cipolla, alloro) per almeno 12 ore e poi bollito in acqua con tutta la marinata. 
2) Il piatto va servito freddo, tagliato a fettine sottili  e in un piatto coperte  con una salsa a base di tonno sott'olio detta salsa tonnata 
3) La salsa è preparata frullando il tuorlo delle uova sode con capperi, talvolta acciughe sotto sale, olio extravergine d'oliva, vino bianco, qualche goccia di succo di limone, sale e pepe. Il tonno può essere aggiunto e frullato insieme o aggiunto alla fine senza frullarlo per avere un presenza più evidente.
Per semplicità di preparazione spesso si utilizza la maionese fatta in casa, con tonno, capperi e acciughe. 
La ricetta tradizionale tramandata da secoli è stata inserita nel ricettario dell'Accademia Italiana della Cucina, progetto nato per salvaguardare il patrimonio gastronomico italiano che rappresenta la storia, la tradizione, le nuove tendenze e l'identità di un popolo.



Ecco come preparare il vitello tonnato con il Bimby:

Vitello tonnato

Ingredienti per 6/8 persone:

Per la carne: 

800g di magatello 
1 carota, 
1 cipolla, 
1 costa di sedano, 
30 g di vino bianco o 1 cucchiaino di aceto , 
1 cucchiaio d'olio, 
1 presa di sale grosso

Per la salsa tonnata:
  
3 filetti di acciuga
1 cucchiaio di capperi
80 g di tonno sott'olio
(queste dosi sono puramente indicative  perchè va molto a gusto)

Procedimento con il Bimby:

Mettere tutti gli ingredienti nel boccale , appoggiare la carne sulle lame aggiungere acqua fino a coprire, facendo attenzione a non superare il livello indicato nel boccole. 
Lessare la carne; 50 min. temp. Varoma, Antiorario, vel. Soft ( mescolo) .
Se volte una carne più saporita aggiungetela quando l'acqua bolle, per un brodo migliore partire con la carne nell'acqua fredda. Lasciar raffreddare la carne nel suo brodo poi scolarla, chiuderla in carta stagnola e lasciarla riposare una notte in frigorifero questo per facilitare il taglio della carne.

Preparare la salsa tonnata:

Mettere acciughe, capperi e tonno nel boccale , tritare 10 sec vel 6 .
Aggiungere la maionese e mescolare a vel 2 se la salsa é troppo densa allungare con un po' di brodo della cottura.

Tagliare la carne con una affettatrice o con un coltello ben affilato per ottenere fettine molto sottili. Disporre in un piatto da portata e coprire con la salsa, rimettere in frigorifero coperto con pellicola trasparente fino al momento di servirlo.

Luca Montersino nel corso di una  puntata di "Accademia Montersino" su Alice ha dato alcune indicazioni su come preparare una salsa tonnata:
Tritare capperi acciughe e prezzemolo. Poi aggiungere il tonno. La salsa Worcester , il vino bianco per diluire.La salsa tonnata deve rimanere un po' fluida.
La carne va cotta in acqua già calda finché arriva a 52 °C al cuore  ,( nel Bimby 700 g di carne ci impiegano circa 40/45 min!) a questo punto lasciare raffreddare nel brodo di cottura . Il girello di vitello o magatello deve essere rosato internamente per mantenere l' umidità , se si asciuga troppo non va bene. 
Per impiattare la carne Luca consiglia di non coprirla con la salsa ma accompagnarla. Le fette vanno impiattate in altezza , accompagnate da una piccola dose di salsa e decorate con prezzemolo riccio e pomodorini, qualche foglia di misticanza a contorno e un filo d'olio. Otterrete un piatto raffinato che stupirà i vostri ospiti

Per saperne di più e fonti:

http://www.cuoco-adomicilio.com/wp-content/uploads/2013/01/vitello-tonnato.pdf

http://vitellotonnatolover.wordpress.com/2011/02/11/hello-world/

http://it.m.wikipedia.org/wiki/Vitello_tonnato

http://www.accademiaitalianacucina.it/node/78312

La cucina italiana di agosto 2013







venerdì 23 agosto 2013

PINZOLO E LA VAL RENDENA

Pinzolo vista dal Parco
Con la fine dell’estate arrivano i ricordi…ricordi di vacanze trascorse all’insegna del relax e dei ritmi tranquilli. Vacanze che servono per ricaricarsi e poter affrontare poi gli impegni invernali.
Io amo la tranquillità quindi nel mese di agosto preferisco restare a casa…fatta eccezione per una settimana , quella che solitamente trascorriamo tutti e quattro  insieme, la vacanza di famiglia insomma.
Pinzolo è la località montana nella quale ci rechiamo. Amo molto questo posto perché a periodi alterni vi ho trascorso sia le vacanze invernali che quelle estive. Quando i miei ragazzi erano piccoli, passavano i fine settimana sugli sci, e per chi ama questo sport questa è una bellissima zona, difatti oltre alle piste sciistiche di Pinzolo in pochissimo tempo , attraverso una funivia si possono raggiungere quelle di Madonna di Campiglio e di Marileva -Folgaria. Dal Natale 2010 è stata completata la fantastica pista DoloMitica, una tra le piste più impegnative delle Alpi.
Esiste anche un anello di fondo, che si svolge lungo il fiume Sarca.
Nel comune si trova anche un bellissimo Palazzetto del Ghiaccio dove è possibile assistere a spettacoli, partite di Hockey ed inoltre è aperto al pubblico per chi volesse provare l’ebrezza del pattinaggio sul ghiaccio.
La località di Pinzolo, con i paesi confinanti di Giustino e Carisolo, si trova nella parte superiore della Val Rendena: qui la Valle di presenta molto ampia e pianeggiante, prima di inerpicarsi verso Madonna di Campiglio e di restringersi a sinistra nella selvaggia Val Genova.
La piana di Caderzone 
Spaventapasseri
Questa sono io....quella a destra ovviamente! ahah
E’ il luogo ideale per trascorre le vacanze in famiglia, le strutture presenti possono soddisfare le esigenze di grandi e piccini . Il suo  boom turistico risale agli anni ’60 con la realizzazione di strutture turistiche per l’estate (tennis, campi da calcio, parchi) e dei primi impianti di risalita al Doss del Sabion. Da allora sono stati costruiti moltissimi hotel, bed & breakfast, agriturismi e residence, in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza. Gli interventi di ammodernamento delle strutture turistiche sono continui, ed oggi sono molti gli hotel a quattro stelle dotati di piscina e centro benessere
L’estate è possibile effettuare numerose  passeggiate, da quelle più comode nel fondovalle e nei boschi limitrofi, ai pascoli e laghi alpini, fino alle escursioni più impegnative come la spettacolare Via delle Bocchette.
Rifugio Fontanabona
Val di Genova
Antica Vetreria
Sarca
Aggiungi didascalia

La pista ciclabile ormai arriva fino al fondovalle a Tione , ma i percorsi in bicicletta sono innumerevoli , alcuni più impegnativi altri adatti a tutti.
Pista ciclabile
Pista ciclabile

Il Parco è il fiore all’occhiello di questo paese , punto di incontro dei turisti, ma anche dei locali…è gremito soprattutto nel pomeriggio, quando dopo le escursioni ci si ritrova per fare qualche tiro a pallone o quattro chiacchere in compagnia. Per i piccini tantissimi giochi e il furgoncino del Rustick…il gelataio che dispensa coni a volonta’!

Passeggiata in carrozza nel Parco
Parco di Pinzolo
Pinzolo vista dall'alto

Per gli amanti della natura e dei sapori genuini, ogni settimana l’Azienda di promozione turistica organizza golose gite nelle più belle malghe della zona, per gustare polenta e formaggio fumanti.
Nel periodo di agosto ci sono diverse iniziative sagre locali, eventi culturali e gastronomici da non perdere,  non per ultimo lo spettacolo pirotecnico di ferragosto sempre molto suggestivo.
Per gli appassionati di calcio Pinzolo , nel mese di luglio,è sede del ritiro pre-campionato dell'Inter.
Nonostante lo sviluppo esponenziale è riuscita a mantenere il carattere di un paese alpino ricco di cultura e tradizioni.

Bar Nazionale
Mucca razza rendena
Sopra la bottega di Caola, qui l'insegna della forneria  di Pinzolo

Le sue origini sono antiche, come testimonia la chiesa di S.Vigilio, eretta probabilmente prima dell’anno Mille, anche se l’assetto attuale risale al 1515. Anche il turismo gode a Pinzolo di antiche tradizioni: i primi hotel risalgono infatti alla fine dell’Ottocento, quando la zona incominciò ad essere frequentata da scalatori provenienti soprattutto dall’Inghilterra e dalla Germania.
San Vigilio

Il campanile della chiesa parrochhiale
L’elegante campanile di Pinzolo, costruito interamente con tonalite della Val di Genova, è stato realizzato negli anni 1865-1867 dal maestro muratore Valsecchi, su progetto di Leopoldo Claricini. Con i suoi 72 metri (il più alto del Trentino) domina l'abitato di Pinzolo e l'alta Val Rendena.


Ho deciso di scrivere questo post un po' fuori tema rispetto all'argomento del blog per poter partecipare ad un'iniziativa che trovo molto interessante. Calendula e Camomilla , ha organizzato un Link party dedicato all'Italia e alle sue bellezze, un modo come un altro per promuovere il turismo nella nostra nazione che merita di essere visitata. 
Se qualcuno di voi volesse partecipare è davvero una bella proposta , un po' più impegnativa ma decisamente interessante. Mi raccomando diffondete il più possibile e se avete un blog condividete la vostra località preferita!


I LOVE ITALY ( ALLA SCOPERTA DELLE BELLEZZE NATURALI E CULTURALI DELL'ITALIA )