domenica 30 novembre 2014

GIANDUIOTTI ... e la loro storia


Il gianduiotto fu presentato al pubblico nel carnevale del 1865 dalla maschera torinese Gianduja (e da cui prese il nome), che  lo distribuiva per le strade della città. 


La prima ditta a produrlo fu la Caffarel , l'unica ancora oggi che può utilizzare la maschera Gianduja sulla carta dei suoi cioccolatini.
Questa delizia nacque a causa di un blocco continentale voluto da Napoleone 
che ridusse  drasticamente le quantità di cacao che giungevano in Europa e fece loro raggiungere prezzi esorbitanti.  In Italia, come spesso è accaduto nella nostra storia, il bisogno aguzzò l’ingegno e un cioccolatiere piemontese,  Michele Prochet, provò a sostituire  parte del cacao con un prodotto economico e presente in grandi quantità nel suo territorio: la nocciola tonda gentile delle Langhe, una nocciola con gusto deciso e delicato al tempo stesso.
L'impasto è dunque composto da nocciole in polvere (pressate in pezzi finissimi), cacao, burro di cacao e zucchero.
Siccome l'alta quantità di nocciole nell'impasto non permetteva che il cioccolatino fosse prodotto in forme, per lungo tempo il gianduiotto veniva tagliato a mano.
Oggi esistono due metodi contrapposti per la produzione del gianduiotto: l'estrusione ed il concaggio. 
A Leinì, in provincia di Torino, ci sono ancora tre laboratori che producono l'unico vero gianduiotto torinese, tagliandolo e incartandolo a mano proprio come una volta, con la stessa ricetta.
Il gianduiotto fu il primo cioccolatino impacchettato singolarmente.
Questa ricetta é stata introdotta nel gruppo Bimby dalla Roby, un ragazza dolcissima e sempre molto disponibile che mi affianca come amministratrice nel gruppo sin dall'inizio.
Devo dire che i suoi gianduiotti sono piaciuti proprio a tutti sia nella versione al latte, che é più vicina all'originale, sia nella versione fondente un po' più "strong".
Io ho apportato solo qualche modifica nel procedimento per il temperaggio.
Gli ingredienti sono due, ma proprio per questo devono essere di ottima qualità !
Il trucco consiste nel fare una pasta di nocciole molto fine, io addirittura la passo al colino dopo averla fatta per evitare che vi restino dei fastidiosissimi granelli in bocca.
Con il Bimby andate sul sicuro, dovete solo avere un po' di pazienza ed è perciò che vi consiglio di farne  un po' più che anche se vi resta in dispensa si conserva a lungo. 
Mi raccomando se la conservate non preoccupatevi se col tempo affiorerà dell'olio é normale, anzi diciamo che é meglio perché fa da filtro e protegge la pasta impedendo che si irrancidisca. Abbiate solo l'accortezza di mescolarla per bene prima di utilizzarla.

INGREDIENTI:

300 gr di cioccolato al latte ( o fondente) 
150 gr di pasta di nocciole

Procedimento per la pasta di nocciole nel Bimby:

Inserire le nocciole nel boccale con lame in movimento vel 5\6, portare a vel.10 per 1 min. Raccogliere sul fondo l'impasto utilizzando la spatola e ripetere l'operazione per altre due o tre volte 1 min a vel. turbo lasciando riposare un po' tra una e l'altra.
Più si "trita" più l'impasto risulta fluido e liscio...un segreto sta nel scaldare le nocciole prima di tritarle, in modo da favorire il rilascio del loro olio e rendere la pasta bella fluida.
Consiglio di utilizzare almeno 350 g di nocciole in modo che potete fare anche due dosi di gianduiotti, oppure conservarla per la crema gianduia o per aromatizzare bavaresi e creme.

Procedimento nel Bimby:

Preparate la pasta di nocciole e mettetela da parte.
Mettere nel boccale il cioccolato a pezzi: 6 sec. vel  7 (io non lo faccio troppo fine sennò finisce tutto sul boccale!!)
Toglierne 100 g ( per effettuare il temperaggio o pre cristallizzazione per inseminazione ) 
Sciogliere:  7/8 minuti anche a 50°  vel. 2.
Aprire il coperchio e con la spatola togliere l'eventuale cioccolato non fuso sulle lame o sul boccale, e proseguire ancora qualche min. il cioccolato deve essere ben fluido.
Poi unire la restante parte di cioccolato con lame in movimento a vel 3.
Se avete il termometro controllate che il cioccolato sia arrivato intorno ai 29/30 gradi ( 31 per il fondente!) 
Se così non fosse , mescolate il cioccolato aiutandovi con la spatola molto velocemente in modo che arrivi alla temperatura indicata ( non avendo spatole e piani di marmo a disposizione mi sono accorta che anche con questo sistema si ottiene un risultato discreto ) 
Se invece non utilizzate il termometro passate direttamente alla fase successiva.
Dopodiché unire la pasta di nocciole e mescolare: 35 sec. vel.2.
Versate il composto negli stampini in silicone o ancor meglio in policarbonato, battete lo stampo su un piano per eliminare la bolle d'aria.
Porre in frigorifero a  solidificare, se il cioccolato si é temperato in poco tempo si solidificano altrimenti dovrete aspettare.
Togliere dagli stampi e riporre in un contenitore.
Io ho usato stampini in silicone SILIKOMART per gianduiotti, ma volendo potete colarli in stampini per cioccolatini con altre forme.

Stampi CHOCOGIANDUIA


Se si preparano qualche giorno prima potete conservarli in una scatola ben sigillata ad una temperatura massima di 18/20 gradi...così mi ha consigliato Laura un'esperta pasticcera!

Procedimento classico :

Vi rimando a questo blog dove troverete tutte le indicazioni in dettaglio

Questa ricetta è stata pensata per la sfida del #bimbydreamteam a tema RICETTE PER NATALE



1 commento:

  1. Sono perfetti, perfetti nella forma, perfetti nel colore, perfetti sicuramente nel sapore......che dire?Ne posso avere un paio?

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